#Unanotaalmuseo con Campos per un aperitivo internazionale al Museo

ArtRockMuseum continua con i suoi appuntamenti e questa settimana sul palco di Palazzo Pepoli salirà Campos.

Il gruppo toscano, che ha suonato in giro per l’Italia e l’Europa, si esibirà il 27 marzo per far conoscere tutte le influenze che hanno raccolto negli anni.

Li scopriamo assieme con le nostre consuete tre domande.

Già dalla vostra creazione avete vissuto una storia a distanza: Simone si è trasferito a Berlino nel 2011, quando eravate appena nati. Com’è stato lavorare con questo assetto?

Lavorare a distanza non è stato così complicato. La distanza ci ha costretti a lavorare in questo modo, quindi ci siamo adattati alle circostanze. Ci siamo resi conto che nonostante l’approccio atipico per le rispettive esperienze, riuscivamo grazie alla rete a lavorare sui brani. Per rifinire i dettagli e finalizzare le canzoni ci vedevamo comunque di persona.
In effetti ci siamo dimenticati di mettere easyjet fra i ringraziamenti del disco.
Il primo album, Viva, è stato ampiamente apprezzato. Poi è arrivato Umani, vento e piante, uscito nel novembre 2018 e già inserito da Rockit nella lista dei dischi dell’anno. Raccontateci di cosa è fatta la vostra musica, così scopriamo la ricetta!
In fase di preparazione ascoltiamo le bozze che ognuno di noi propone. Dopo di questo individuiamo gli elementi in comune e proseguiamo verso quella direzione.
Il resto è particolarizzare quegli elementi in comune per fonderli poi in quello che sarà la scelta sonora e stilistica del gruppo.
Questo tipo di processo permette di scoprire lentamente quello che sarà il risultato definitivo.
I vostri brani sono cantati in italiano, ma le basi sono decisamente contaminate da influenze internazionali. Oltre all’aria di Berlino da dove arrivano le vostre contaminazioni?
Sicuramente l’ambiente in cui vivi e fai musica ha una grande influenza su quello che è il risultato finale. Questa cosa però può succedere ad un livello inconscio, senza che ci sia l’intenzione vera e propria di farlo. Avviene quindi in modo naturale e spontaneo.
Oltre a questo ci sono le scelte stilistiche e sonore che decidiamo di seguire e queste non appartengono ad un luogo ben preciso. Appartengono piuttosto a quelli che sono i nostri ascolti in quel momento e a gli stili musicali che riteniamo più interessante approfondire.

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