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SOUNDREEF, un modo più semplice, chiaro e veloce per proteggere i diritti d’autore

Nato nel 2011 in Inghilterra, Soundreef è un ente di gestione indipendente certificato che offre servizi alternativi per la gestione collettiva dei diritti d’autore. Avendo a cuore i musicisti e il loro lavoro, ma anche i locali (soprattutto Arci o piccole associazioni) ci siamo interessati di questa nuova piattaforma che, detta come va detta, fa le scarpe alla SIAE.

Abbiamo fatto una chiacchierata coi ragazzi di Cafè Desordre, band che mescola sapientemente folk, musica balcanica, psichedelia e jazz. Il gruppo nasce nel 2008 a Verona grazie all’incontro tra Andrea e Matteo, voce, effetti e chitarre, ai quali si aggiunge nel 2012 la batteria di Luca Venturini e infine il sax di Michele Zanotti. Il progetto musicale si evolve continuamente (live, anche a 5 elementi grazie alla presenza di Ester Wegher al violino) spaziando da ordinati disordini sperimentalia modalità prettamente cantautorali, in cui prendono vita personaggi scomodi e racconti ironici in cui riconoscersi.

L’ultimo disco si chiama Disordinazioni ed è disponibile negli store digitali oltre che in luoghi sempre nuovi e inaspettati. Affiliati Soudreef dal 2016, i Cafè Desordre ci hanno raccontato di questo strumento utile per musicisti e locali. Soudreef nasce per stare dalla parte dei musicisti, garantendo una rendicontazione chiara e tutta online. Funziona più o meno così: ogni 90 giorni la fattura viene recapitata senza importi minimi da rispettare. L’aspetto più conveniente è quindi che puoi essere a qualsiasi distanza tra un gruppo con un cachet medio-basso che suona  per 50 o 100 persone e un big modello Fedez, 99 Posse, J-Ax. Soundreef si occupa quindi di raccogliere i diritti d’autore, il quale si appoggia ad altre piattaforme come ad esempio Patamu per registrare l’originalità del brano in maniera gratuita in assoluta sicurezza e legalità.

La novità? Basta borderò cartacei, sistemi di ripartizione poco chiari e forfettari. Un sistema che si spera possa essere adottato da sempre più artisti per poter contare sulla tracciabilità, schivare la burocrazia e avere un guadagno certo in caso di esecuzione di un pezzo proprio. Il vantaggio però è anche per i locali, che unendosi pagherebbero una quota nettamente più bassa e certa rispetto al modello SIAE: l’importo è calcolabile grazie ad una semplice tabella sulla base del cachet del gruppo, la capienza del locale, la tipologia associativa, che si trova direttamente sul sito nella parte “regolamenti”. Tutte le informazioni sono insomma semplici e chiare, esposte nel sito.

Soudreef ha fatto cambiare idea a vari e grandi editori prima affiliati SIAE come Joe & Joe (che ha la proprietà di molti brani cantati da Enrico Ruggeri e Marco Masini), Willy L’Orbo (che gestisce le edizioni di brani cantati da J-Ax) etc. Possiamo concludere con un hippippurrà al Parlamento, che nel 2014 ha approvato la direttiva Barnier per regolamentare il diritto d’autore sottolineando come i creativi abbiano il diritto di affidare la tutela dei diritti d’autore alla società che preferiscono all’interno dell’Unione europea.

 

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