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Dall’America all’Italia A/R con il folk blues di Phill Reynolds

La prima volta che ho sentito Phill Reynolds sono rimasta affascinata. Era una sera fredda e il piccolo circolo Arci Fermata 23, immerso nella nebbia della bassa modenese, brulicava di persone in cerca di buona musica e di vin brulè. Accoccolata su un divano ho visto salire sul palco un musicista dai lunghi capelli, avvolto in una camicia a quadrettoni di flanella, e appena ha attaccato una cover di Ring of Fire sono rimasta a bocca aperta. Poi ho capito, si trattava di Phill Reynolds.

Dopo questo brano di canzoni ne ha fatte altre, e a seguire altri due musicisti si sono affiancati per formare un buffo nuovo gruppo: Lo Porco Trio. Che poi gruppo non è, come ci ha raccontato Phill in seguito: meglio definibili come un gruppo di amici in gita altro non sono che Phill Reynolds, La notte delle Streghe e Setti, artisti della zona più che talentuosi. Ma torniamo all’inizio, a quando la musica su quel palco mi ha lasciata a bocca aperta. A parte lo stile nell’abbigliameno, a far subito pensare all’oltreoceano sono le note e le parole di Black Sea, The Anchor, Freedom’s Pach, Tell me. Tutti i brani che Silva Cantele aka Phill Reynolds canta su una base tra il folk e il blues con voce profonda, avvolgente, mai roca o sporca. Una voce che, a chiudere gli occhi, catapulta direttamente nell’America più rada di qualche decennio fa, seduti a guardare un cantante che mastica le parole a mezza bocca. Nell’inglese perfetto si srotolano racconti che tutto hanno tranne che palesi origini italiane. La chitarra acustica, che accompagna il live e fa da regina nelle registrazioni, riempie lo spazio e sembra ballare in modo perfetto, prendendo sottobraccio le strofe dolci.

A dare quest’idea di sconnessione spazio temporale forse sono anche le tematiche dei precedenti lavori di Phill, ma ancora i più i brani dell’ultimo album Love and Rage dove si fanno ancora più solide le influenze usa, il folk e il blues. È qui che, come racconta: narra di Umanità, l’ umanità dei vinti, degli ultimi. Suggerisce la disperazione data dalla tossicodipendenza, lega i reietti su di un barcone alla deriva alle vittime del turbo-capitalismo nelle fabbriche india ne, si infuria di fronte all’angosciante potere che si usa dare per scontato, uncinando la speranza con punti interrogativi. Ma Love and Rage cerca allo stesso tempo la luce nella fisicità dei baci, nei legami sacri dell’amicizia, nel Tempo da anticipare e non da attendere, nei percorsi di liberazione personale e quindi collettiva”. Love and Rage arriva dopo diversi lavori “fatti a mano”, nella ricerca del disco perfetto, incontrato dopo diverso tempo e tentativi di lavorazione. Ma, si sa, come ci conferma anche Silva le cose buone vengono col tempo e senza fretta. È così che è nato l’album prodotto a Bologna dalla Locomotiv records, confezionato col tempo e meditando e provando durante i lunghi tour che hanno portato la musica di Phill Reynolds su tanti palchi italiani e non solo: l’Europa e la tanto amata America, a vedere quello che si era immaginato quando da piccolo è stato cresciuto a pane e Bruce Springsteen.

Il percorso solista, iniziato nel 2010, è però solo una parte della sfaccettata identità musicale di Silva che è anche chitarrista dei Miss Chain&the Broken Heels, frontman dei Radio Riot Right Now e parte de Lo Porco Trio. Proprio con loro sarà a breve anche a Bologna. Non c’è occasione migliore di sentirlo.

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