Siae contro Live Nation

Siae k.o: il giudice da ragione a Live Nation

È di queste ore la notizia che nella contesa vicenda tra Siae e Live Nation ha vinto la seconda. Il caso era scoppiato la scorsa estate, quando il 15 e 16 luglio del 2017 i biglietti del concerto degli U2 sono stati letteralmente bruciati appena messi in vendita. All’apertura delle prevendite pochi secondi di tempo per vedere esaurite le scorte di tickets di accesso.

Il fattaccio ha scatenato il malcontento e la Siae è intervenuta contro Live Nation. Una vicenda che ha sollevato non poche polemiche, ma che si è appunto conclusa ieri: il giudice del Tribunale di Roma si è pronunciato e ha dichiarato che Live Nation non può essere accusata di comportamento illecito. L’immediato reticketing si può ricollegare, secondo l’ordinanza: “…semplicemente al fatto, del tutto evidente, che ai prezzi di vendita ufficiali la domanda di acquisto è ampiamente eccedente l’offerta disponibile. […] è del tutto verosimile sia che gli
appassionati procedano in massa all’acquisto al momento dell’apertura della
vendita sia che anche i semplici consumatori possano acquistare più biglietti di quelli
che sono intenzionati ad utilizzare, contando sulla facilità di una rivendita a prezzo
maggiorato”. 

Non ci sono state alterazioni dei numeri di biglietti a disposizione e nemmeno procedure di cancellazione e rivendita. Insomma, questa volta la Siae ha toppato. A rincarare la dose poi, un altro fatto sottolineato dal Tribunale di Roma: si può escludere un ipotetico diritto Siae per l’ottenimento dei diritti
d’autore in relazione a vendite sui siti di reticketing, visto che, sulla
base della sua stessa prospettazione, SIAE ha già riscosso i diritti commisurati al
prezzo ufficiale. Finisce così la saga che aveva visto protagonisti due big della musica dal vivo.

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