ph. Daniele Aversano

MasNada: una fusione magica tra circo e orchestra

photo: Daniele Aversano

Orchestra SenzaSpine e MagdaClan Circo creano un connubio inaspettato e magico sul palco del Teatro Duse di Bologna con lo spettacolo MasNada.

La sala del teatro è gremita di gente; i biglietti per le due serate del 5 e del 6 febbraio sono andati a  ruba. La sala è piena di amanti del teatro, della musica e del circo di ogni età. Dai bambini che guardano gli acrobati a bocca aperta a studenti e ragazzi che sono poco avvezzi ai drappi porpora dei teatri fino ad amanti della musica classica, più agé ma con la curiosità dei più giovani. Un doppio sold-out più che meritato che ci fa ben sperare che nel futuro le due compagnie possano continuare a collaborare per creare altri spettacoli o riproporre MasNada.

La combinazione è strana e fin da subito Matteo e Annalisa, rispettivamente direttore dell’orchestra SenzaSpine e rappresentante – sul palco – del MagdaClan, raccontano di come sia inusuale e anche difficile adattare la musica di un’orchestra di musica classica con l’acrobazia del circo che vive di tempi e organizzazioni differenti.

Lo spettacolo racconta le peripezie di un giovane compositore dai capelli rossi che si sveglia nel cuore della notte per comporre, per creare uno spartito di musica nuova. Ma ahimè la notte porta con sé anche della difficoltà e così il compositore non è mai soddisfatto.

Le difficoltà sono rappresentate da note che si ribellano, dal sonno e da altre vicissitudini rappresentate dalle acrobazie circensi. La compagnia MagdaClan stupisce per la spericolatezza di alcuni passaggi molto intensi e normalmente praticati in tendoni o spazi diversi da quello del palcoscenico teatrale che rende ancora più suggestive le acrobazie.

All’inizio si ha una dicotomia tra l’artista che crea la musica e la musica che crea l’artista. Il compositore è sballottato dal pianoforte al tavolo e viceversa dalle stesse note musicali che lui vorrebbe domare.

Ad inizio spettacolo la metafora della musica che si ribella al compositore è molto chiara e ben rappresentata, poi la narrazione lascia spazio ad altri numeri di acrobatica molto belli e intensi come la pertica, il monociclo, acrobazie aeree di vario tipo, che spostano in secondo piano la trama che ritorna poi, a tratti, per esplodere dirompente nella parte finale quando anche gli strumenti guadagnano il centro del palco.

Come ottimi padroni di casa gli orchestrali, già avvezzi al palco del teatro Duse, accolgono gli acrobati accompagnandoli per tutta la durata dello spettacolo con qualche divertente incursione nello spazio dominato dalla dirompenza circense per tutto il resto del tempo. Ogni tanto il buio della platea era investito dalle sane e cristalline risate dei bambini in sala: tra momenti più ricercati gli artisti sono riusciti ad inserire espedienti per mantenere vivo anche l’interesse dei più piccoli con ironia e semplicità.

I musicisti, sempre impeccabili e professionali, sanno anche scherzare con sé stessi e con le note togliendo alla musica classica quella patina di vecchio e desueto e riuscendo a farla amare a tutti.

I 5 minuti abbondanti di applausi finali, interrotti solo dall’accensione delle luci e dalla chiusura del sipario, dimostrano che l’obiettivo è stato centrato: portare in un teatro, nel più classico dei termini, una fetta di persone che spesso ne rimane fuori. In questo l’orchestra SenzaSpine è maestra e anche in quest’occasione non ha di certo sbagliato il colpo.

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