Ma quindi com’è andata al “RIO BABEL” ? Benissimo !

 

 

Il 4 il 5 e il 6 di Luglio siamo stati al Rio Babel , un festival emergente nella scena musicale di Madrid. Mentre nella città impazzava il gay pride, alla fiera di Madrid si teneva luogo uno dei festival più poliedrici e onestamente divertenti a cui siamo mai stati. L’ouverture del Festival è toccata al personaggione Bad Bunny che con le sue musichette Trap ha fatto ondeggiare mani culi e fianchi per una buona ora e mezza. Anche se non è il tuo genere, in una bolgia del genere non puoi che apprezzare la “buena onda” che genera la musica nel pubblico. La magia del dj e la combustione portoricana di Don Benito (così all’anagrafe Bad Bunny) hanno fatto decollare il concerto

Il giorno dopo…
Sul palco cantano i Dorian e non si può fare a meno di notare il loro ottimo scopiazzamento da Killers, British Rock e compagnia bella. Il mood musicale della giornata sarà proprio questo, rocckeggiante allegretto ma non troppo, da accompagnare con birrette, scalabili dal braccaletto magnetico: 4€ la piccola 7€ la media..maledetti.
Avendo un risicato B2 in spagnolo, mi perdo gran parte dei contenuti della band in questione, fortunatamente origlio una frase riassuntiva “Parlano solo di droga e amore”.
Cannoni spara coriandoli guarniscono il tutto, facendo sentire la presenza del Rio Babel a tutto il mondo, o quanto meno al vicinato.
Avanti un altro: Jorge Drexler.. e niente, un po fiacco il ragazzo, chitarrina indie rock a cui si poteva chiedere più ritmica, ma i fan sembrano contenti, e quando sono contenti i fan..
E’ la volta dei Love of Lesbian, parecchia gente si alza dall’area relax vicino ai bar e comincia ad avviarsi a passo spedito sotto il palco. L’aria frizza d’entusiasmo vivo e una volta che il gruppo prende posto sul palco, esplode in un boato di euforia pura.
Gran parte del concerto è dedicato all’anniversario dell’album “1999”, portato avanti con coscienza di causa da Santi Balmes, cantante capace del gruppo, che oltre a un bel faccino sa muoversi bene su un palco e trascina altrettanto bene il suo pubblico.

 

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E’ Sabato, l’ultimo giorno del Rio Babel.
Già dalla line-up si capisce che sarà una giornata più elettronica, non perdendo comunque l’anima iberica della faccenda.
Sul palco i Cuarteto de Nos, un gruppo sud americano dedito allo zompettamento ritmato. Anche se un po imbiancati dall’età snocciolano un plateau di baldoria nella loro esibizione dal vivo. Supportati da un fedele pubblico uruguaiano fanno bruciare un po di truck food, organizzando balli e “su le mani” a profusione. Bravi tutti.
Informazione di servizio: Al Rio Babel ci sono due palchi affiancati, quando uno dei due sputa musica luci e entusiasmo, nell’altro si lavora per preparare il concerto seguente, il metodo funziona, ma l’enorme e impacciato pubblico tende a inciamparsi addosso nello spostamento.

 

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Cooomunque, suonano i Chef’s Special, e si fanno notare subito. Il cantante Olandese sfrutta la sua altezza congenita e il fascino musicale per accaparrarsi l’attenzione di più pubblico possibile. Ci riesce, si comincia. La musica spazia dal reggae al folk rock con spruzzatine elettroniche a piacere, insomma fanno di tutto per farci divertire, e con un finale fatto di fiati ed entusiasmo ci riescono alla grande.

 

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Il pubblico trasla sull’altro palco, suonano i Tranding Tropics, il nome racchiude un po il senso del progetto musicale, che si compone di musicalità tropicali e tematiche legate all’impatto dei nuovi media sul mondo. Il Dj, sotto a un panama e dietro a un paio di occhiali è uno dei componenti dei Calle 13 che in questo gruppo da il meglio di se stesso, divertendosi e ballando come un matto. A Bailà!

 

Rio-Babel-2019-Madrid_224343Neeext, si comincia con i Bomba Estereo, i 5 minuti sonori e allucinanti di suspance pre concerto, servono a caricare il pubblico per un drop pesantissimo dove la cantante Li Saumet si palesa in un vestito fluorescente a metà tra un uccello del paradiso e una macedonia di glitter. Il ritmo coinvolgente tipico della Cumbia e del Reggaeton si mescola con influenze elettroniche, balli, sudore e felicità.

 

Poi il concerto più meritevole, secondo me, suonano i Fuel Fandango. Provate a immaginare una coppia sposata, la moglie una bellissima cantante di Flamenco, il marito un Rocknrolla inesauribile e l’amante un Dj sperimentale, ecco, il gruppo preferito della figlia sono i Fuel Fandango. Dalla prima nota che vibra fuori dalla gola di Nita, si capisce che sarà un concerto epico. I tre generi musicali, prima citati, si mescolano in una pozione magica di musicalità perfetta, l’energia trova un suo flusso tra pubblico e palco ed è tutto potentissimo. I picchi di entusiasmo vengono raggiunti con “La primavera“, “Toda la vida” o “Salvaje“, pezzi che dovrebbero essere suonati nelle sale di rianimazione in ospedale.

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