#DiscodellaSettimana: Kairòs dei Cinque Uomini sulla Cassa del Morto

Cinque uomini…sulla cassa del morto. Due dischi. Tredici tracce. È Kairos, il secondo lavoro della band friulana che questa settimana abbiamo ascoltato, commentato ed esplorato.

Approdando come marinai nella narrazione dei Cinque uomini sulla cassa del morto abbiamo attraversato un mare folk, abbiamo avvistato un’isola rock e di lontano ci sono giunte delle voci, dei richiami quasi “sirenesch” di elettronica. Kairòs ha visto la luce il 30 aprile 2019.
Si parte al Buio e dopo poche note si riconoscono subito i cinque, anche se forse da Blu, dal profondo blu in cui nel 2017 ci hanno attaccato frontalmente, hanno deciso questa volta di avvolgerci. Le sonorità che accompagnano la navigazione sono dolci, nessuna tempesta all’orizzonte, e la chitarra, il basso e la batteria sfilano sull’acqua fendendo le tracce. Quasi in un sogno, forse condiviso quando ci arriva la richiesta: vieni a svegliarmi. E forse allora si scorge una virata più animata nel nostro viaggio, che quasi come un richiamo, come i marinai che gridano “terra”, ci fa una piccola confessione: è la traccia che narra ciò che tutti noi abbiamo provato qualche volta, almeno una, quella sensazione di casa, quei profumi che ci riconducono in un porto sicuro quando alla fine di un viaggio sappiamo che c’è un’attracco.
E forse da li ripartiranno i Cinque uomini sulla cassa del morto per il loro tour e dopo ancora per un lavoro successivo. Ma ha ragione quel vecchio detto che raccomanda: la parte migliore del viaggio non è la méta. E allora così godetevi i riff delicati ed armonici che scolpiscono il momento giusto, il Kairos appunto.
E per ascoltare le tredici tracce folk del secondo album dei ragazzi friulani potete passare stasera, venerdì 17 maggio, al Music Beer Festival all’ostello We_Bologna, oppure inseguire questo gruppo di pirati e ascoltarli il 6 giugno a Buttrio, Udine.

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