Bentornati in mare aperto: il grande evento musicale delle Sardine

Senza dubbio l’argomento più dibattuto degli ultimi 2 mesi, le Sardine hanno organizzato per il 19 gennaio un grande evento musicale.

Il 14 novembre hanno organizzato un flash mob che ha riempito Piazza Maggiore e in poco tempo sono diventati un movimento che ha portato in moltissime piazze italiane – e non solo – migliaia di persone, dai piccoli comuni fino a Piazza S. Giovanni a Roma. E’ già stato detto tutto e forse anche troppo sulle Sardine quindi non staremo a tediarvi con le nostre opinioni in merito.

Vi parleremo invece del grande evento che hanno organizzato per domenica 19 gennaio in Piazza VIII agosto a Bologna, un evento musicale principalmente. Piazza VIII agosto non vedeva grandi concerti da decenni, per l’occasione verrà chiusa anche via Irnerio e si prevedono migliaia di persone.

L’evento inizierà alle 15 e continuerà fino a tarda sera e vedrà esibirsi: Afterhours, Vasco Brondi, Altre di B, Subsonica, Rumba de Bodas, Modena City Ramblers, Willie Peyote, Bandabardò, Skiantos, Joycut, Marlene Kuntz, Marracash, Casa del Vento, Malavoglia, Mario Ferrara e i Marakatimba.

Oltre alla partecipazione di Moni Ovadia, Sandro Ruotolo, Pif, Patrizio Roversi, Fabrizio Barca, Makkox, Il Terzo Segreto di Satira, Matilda de Angelis e Cristiana dell’Anna, Vicini d’istanti, Alessandro Bergonzoni.

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Abbiamo intervistato Roberto, uno dei 4 ragazzi che ha dato origine al movimento.

1) Avete iniziato a metà novembre con quello che doveva essere, nelle intenzioni iniziali, un evento goliardico, un flash mob in contrasto all’incontro dei leghisti al Paladozza. Siete diventati un simbolo per molti, tanto che alcuni sondaggi riportano che se le Sardine si presentassero alle elezioni avrebbero delle percentuali importanti. Vi aspettavate una cosa del genere?

Verso metà novembre Salvini è venuto in Emilia-Romagna lanciando la campagna della Borgonzoni con grandi cartelloni per strada presentandosi già da vincitore, dicendo di volerci liberare dal malgoverno. Noi, come la maggior parte degli emiliano-romagnoli non sentiamo la necessità di essere liberati, siamo stati liberati già in altri tempi e in ben altri modi. Non era ancora stata lanciata nessuna manifestazione quando io e i miei ex coinquilini abbiamo lanciato quest’evento. Era un po’ una sfida sui numeri, dato che la Lega esagera sempre, considerando che al Paladozza non ci potevano stare più di 5.500 persone, noi abbiamo lanciato l’idea di essere almeno 6000.

Da qui il nome 6000 sardine e inaspettatamente ci siamo ritrovati in circa 15000. All’inizio temevamo sarebbe stato un flop, invece la piazza si è riempita. Poi tutto ha preso una piega che non ci aspettavamo, in varie città della regione nascevano eventi delle sardine. Abbiam capito che c’era una necessità latente di scendere in piazza, dai piccoli comuni fino ad arrivare a Roma dove c’erano più di 100 mila persone. E’ stato tutto molto al di sopra delle nostre aspettative, c’è stata una grande attenzione mediatica che abbiamo dovuto imparare a gestire. Ci aspettavamo adesioni più che altro dall’Emilia Romagna invece sono nati eventi fuori regione ma anche in Belgio e a New York.

2) L’evento di domenica 19 gennaio in piazza VIII agosto ha luogo anche grazie a una grande partecipazione tramite crowdfunding, avete coinvolto molte persone in questo progetto collettivo, quali sono i passi successivi in agenda?

A distanza di due mesi dall’evento di Piazza Maggiore abbiamo deciso di tornare a Bologna, dove tutto è cominciato. Abbiamo lanciato quest’evento che vedrà la partecipazione di artisti, musicisti e personaggi dell’arte e della cultura. Per noi è molto importante perché al di là degli apprezzamenti via social, adesso si mettono in gioco e si schierano anche loro.

Oltre all’evento del 19 abbiamo previsto per tutto gennaio eventi in Emilia Romagna, cercando di toccare, almeno in maniera simbolica varie zone periferiche, dalla pianura all’appennino, fino a Rasora, il borgo più piccolo dotato di una biblioteca. Il messaggio è che dove c’è cultura l’ignoranza non può passare. Più avanti faremo un meeting con i referenti della varie città, cioè coloro che hanno organizzato degli eventi delle Sardine per capire come continuare il percorso.

3) Avete ricevuto moltissimi elogi e parecchie critiche, qual è la cosa più assurda o fastidiosa che vi è stata detta?

La cosa più assurda che ci dicono è che dietro di noi ci sia il Pd, Soros o chissà chi a finanziarci, quando in realtà tutte le spese le abbiamo affrontate di tasca nostra. Il tempo impiegato è stato sottratto al nostro lavoro, a conti fatti ci siamo impoveriti. L’evento del 19 invece è stato finanziato grazie a donazioni tramite Crowfunding. Tante persone hanno dato molto, tanti pesci piccoli che insieme hanno la forza di creare una cosa così bella e importante. La cosa più fastidiosa sono i commenti fatti senza avere idea di chi siamo noi 4, sono girate tantissime notizie inventate su di noi, oscilliamo tra punkabbestia, servi del potere o radical chic o anche cose più assurde, dette senza un minimo di informazione.

4) Un movimento politico si ritrova a fare un evento musicale. E’ una sorta di celebrazione del percorso fatto fin qui? Qual è il messaggio che si vuol lanciare in quella giornata?

L’evento del 19 è in prossimità delle elezioni, un momento in cui la cittadinanza per forza di cose si divide, durante le elezioni c’è spesso un clima pesante. L’evento del 19 invece vuole porsi come unitario, grazie a cose che ci uniscono come la musica, l’arte e la cultura. Non sarà un momento per autocelebrarci ma piuttosto un momento per ribadire i valori che ci hanno portato fino a qui: tanti corpi fisici che si ascoltano e partecipano. Per noi la politica è prima di tutto partecipazione.L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio all'aperto

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