Tutto molto (cazzutamente) bello e il tramonto con i Fask

“Voi siete ricchi?”. Aimone si fa sempre riconoscere. Se fosse un nostro amico sarebbe quello che fa ridere tutto il gruppo, se fosse un parente sarebbe quello che scombina le cene di famiglia. Se fosse il frontman di una band che si chiama Fast Animals and Slow Kids, e che viene da Perugia, farebbe così: dal centro di Piazza Maggiore, guardandosi in giro durante un live, indicherebbe due persone su un balcone del Pavaglione e gli urlerebbe attraverso le casse: “Voi siete ricchi?”. E lo ha fatto, il 10 settembre in piazza Maggiore durante il live dei Fask in acustico che fa da preview del Tutto Molto Bello 2019.

La prima cosa da dire su questo live è che le aspettative, molto incerte vista la natura del concerto, sono state più che superate. I Fast Animals and Slow Kids sono per natura rumorosi, incazzati, fanno sudare la platea, pogare, urlano. Immaginarseli in Piazza Maggiore, in acustico, al tramonto, è stato un po’ come buttarsi nel vuoto: sarà una figata pazzesca o un suicidio? Evidentemente molta gente si è posta la stessa domanda, e infatti alle 19.00 tutto il listone della piazza era ricoperto di adolsecenti, post adolescenti, famiglie, umarel(s) curiosi. Gli stewart con evidente fatica, ma molta professionalità, sono riusciti a creare una marea umana seduta a terra e uno scoglio di persone ben compatto che ha seguito il live in piedi. Bravissimi, abbiamo visto tutto. La pedana con pianoforte e strumenti dei Fask erano al centro della piazza, illuminati dalle luci e dal tramonto residuo.

Dopo una breve introduzione sono entrati nella folla, fendendo la platea e ruotando su loro stessi; lo hanno ripetuto più volte durante le due ore di live “per noi questa situazione qui è strana, ci serve il vostro aiuto. E poi hanno iniziato un viaggio tra Animali Notturni, Hybris, Forse non è la felicità, Alaska, sciorinando versioni strane, ma belle, delle loro canzoni. Da forse non è la felicità, Un’altra ancora, Animali Notturni, Annabelle, abbiamo accompagnato il crescendo di un live che per gli affezionati fan è stato un bell’esperimento. Se alcuni pezzi hanno perso smalto altri ne hanno guadagnato una versione capace di evidenziare alcune frasi che nel pogo forse di solito si perdono. Si perchè poi lo sappiamo tutti: i testi dei FASK sono incazzati, da urlare, da condividere. E in linea di massima sono anche farciti di disagio e rabbia che esce col sudore sottopalco. Il live acustico queste cose non le ha: seduti composti col sedere sulla pietra, urlando molto, ma molto piano che se no ti sentono tutti…non deve essere stato facile reggere tutto il live così! E infatti anche la band un po’ ci scherza, con la maniera tutta particolare che quei perugini riescono ad usare, tra parolacce, domande dirette, e richieste di cori.

Il risultato finale a noi è piaciuto, anche se ci aspettavamo un Aimone appeso sulla facciata di San Petronio. Invece no, tutto molto bello, tutto molto organizzato, tutto molto composto. Tranne l’ultimo pezzo, nel quale, fanculo alla compostezza, tutta la platea si è stretta attorno ai Fask; sospiro di sollievo, la vicinanza tra band e pubblico non si è persa, e nemmeno la voce dei fan che finisce la canzone. Una preview con i controfiocchi che è stata capace di intercettare nuovo e vecchio pubblico.

 

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