The Struts al Vox di Nonantola: il rock è più vivo che mai

Una delle band più rock del panorama internazionale ha fatto tappa al Vox di Nonantola: The Struts.

Se li ascoltate e guardate bene un rimando abbastanza esplicito arriva subito alla mente: i Queen. Forse sarà per via della verve artistica di Luke Spiller, che tra l’altro viene vestito dalla stilista di Freddy Mercury. O per il fatto che l’energia capace di sprigionare la band britannica è al di fuori di qualsiasi scala di misurazione. Le movenze e la musica chiamano alla mente anche un’altra band storica: i Rolling Stones. Non vorremmo esagerare coi paragoni, fatto sta che The Struts spaccano.

In Italia per alcune date hanno fatto una maestosa e magistrale apparizione sul palco del Vox di Nonantola ed in un attimo è stato rock.
Il tour, che prevede altre due tappe sul suolo italiano, a Roma il 26 maggio e a Milano il 29 ottobre nonchè un concerto al Firenze Rocks in apertura a Eddie Vedder il 15 giugno, arriva con l’uscita del secondo album Young and Dangerous.
E mai nome fu più azzeccato se si guarda la band: il fontman alterna momenti di divismo fuori dal comune, fatto di stacchetti ad effetto e abbigliamento degno solo del sopracitato Mercury, ad uscite spontanee che abbattono in (e per) un secondo la barriera tra palco e realtà.
Dietro di lui si pavoneggia il bello della situazione, un basso vertiginoso nelle mani di Jad Elliot, che esibisce un petto orgoglioso e un ciuffo alla Elvis. Alla destra della triade accade la magia: Adam Slack, la metà della mela del progetto originale sembra nato con la chitarra in mano tanta è la naturalezza della sua esibizione virtuosa. A guardargli le spalle l’unico batterista capace di apparire meno prorompente della formazione, Genthlin Davis, che batte il collante dei pezzi pavoneggaianti.

Il Vox ha vissuto per un ora e mezza un’esperienza multisensoriale, fatta di un’esecuzione spettacolare e impeccabile, degna di una registrazione in studio, foderata e farcita di una capacità teatrale che ha reso ogni brano una perla di rock da ingoiare e assimilare. Sebbene lo spazio sia stato dato, prevedibilmente, a brani tratti da Young and Dangenrous, l’incursione di pezzi come Body Talks ha mantenuto un altissimo voltaggio in platea. Degne di nota anche due diverse richieste: la comparsa sul pubblico di un mini fan che ha rubato al scena a Luke per simpatia e sorprendente memoria lirica e un’acusticata sul bordo del palco, illuminata per richiesta di Luke e Adam da tutte le torce degli smartphone della platea. 

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Finta uscita e rientro con una melodica Don’t Stop me now che conferma il legame degli Struts con gli inimitabili Queen e altri due pezzi conclusi con un ringraziamento all’Italia e ad un messaggio: vivetevi la vita e se qualcuno vi dice che non va bene fatti suoi. Conclusione: comprare subito i biglietti per le prossime tappe!
Scaletta:

Primadonna Like Me
Body Talks
Kiss This
In Love With a Camera
Fire (Part 1)
Dirty Sexy Money
One Night Only
Mary Go Round
Dancing in the Dark
Somebody New
Put Your Money on Me
Instrumental
Where Did She Go

BIS

Don’t Stop Me Now (cover dei Queen solo al piano)
Ashes (Part 2)
Could Have Been Me

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