la rappresentante di lista

La Rappresentante di Lista aliena nel roseto Senzaspine di Bu Bu Suite

L’evento era la terza tappa di un mini tour, Bu Bu Suite, che avrebbe toccato tre città: Pisa, Siena e infine Sant’Agata Bolognese. Mini, e molto limitato a livello temporale insomma. E diverso dal solito. Unendo tutti i dati a nostra disposizione era quasi impossibile non cedere ad una serata così allettante. Un mercoledì la carovana di curiosi è così partita, tagliando le strade della bassa bolognese per approdare ad uno dei tanti e piccoli paesini che costellano la pianura circostante. Piccoli, quasi fatti con lo stampino e sviluppati su una sola via centrale, sulla quale affacciano i principali punti di riferimento. Tra questi, verso la fine del corso, il Teatro Bibiena, che spiccava per il crocchio di persone in attesa di entrare.

Il Teatro Bibiena, per chi non ci è mai stato, è uno stabile molto piccolo, ma in maniera direttamente proporzionale molto bello: la sala piccola con le tipiche sedie di velluto, una smilza galleria e il palco non proprio imponente si raggiungono attraverso una scalinata luminosa. Siamo entrati e abbiamo preso posto, e proprio qui è arrivato il primo strappo, inaspettato: la scenografia. Pensando ad un concerto del duo siculo accompagnato dai musicisti dell’Orchestra Senzaspine tutto ci saremmo aspettati, tranne un gigantesco monolite semovente, ricoperto di carta argentata e puntuto, che roteava rilanciando i riflessi degli ombrelli argentati fissati sul soffitto. Il palco, come ricorderete, è molto piccolo e fa perciò abbastanza impressione vederne metà occupata da questo elemento. La domanda sorge così spontanea: ma i musicisti, dove si metteranno? Però, si spengono le luci ed entrano nell’ordine: violino, viola, vibrofono e percussioni, arpa, flauto traverso e pianoforte. E ci stanno! Anzi, rimane lo spazio centrale per accogliere Veronica, la voce de La Rappresentante di Lista. Un piccolo inchino, e già quando la voce entra avviene la magia.

Premettiamo, già il progetto Bu Bu Suite in se, con la proposta di una commistione interessante tra un gruppo contemporaneo con La Rappresentante e la musica di un orchestra, promette bene. Una base così interessante fa da trampolino alla presenza scenica di Veronica, che già prima di scatenare le doti canore “inumane”, occupa lo spazio restante con una capacità di riempire il palco che sappiamo derivare dalla formazione teatrale. E però stupisce lo stesso: l’abito e il trucco la pongono a metà tra un animale marino e un’aliena, una sorta di sirenetta extraterrestre. Il che, va detto, spiegherebbe il sortilegio che avviene una volta che si sprigiona la prima canzone. Il percorso, studiato per durare poco più di un’ora, vede l’interpretazione delle canzoni più celebri del repertorio de La Rappresentante di Lista, con due varianti: i testi vanno a braccetto con arrangiamenti dolci, senza elettricità e fluidi e la voce è più misurata. L’ampia gamma  vocale della cantante rimane entro confini più dediti alla musica orchestrale, tranne per alcuni punti che risultano come una frustata. Quasi che le fosse impossibile mantenere la misura, l’energia esplode straripando e grattando, riprendendo insomma le caratteristiche della Rappresentante che noi conosciamo. Il connubio con i musicisti dell’Orchestra Senzaspine fa sentire il concerto come una sorta di ballo con corteggiamento: alle volte molto vicine, voce e musica arrivano a punti di scollamento quasi totale, per poi tornare vicini e sovrapposti. A fare da surplus è la già decantata capacità attoriale di Veronica, che dalle movenze alle espressioni si staglia nei riflessi argentei del palco trasmettendo un mix straniante di estraneità, angoscia ed energia. Più sullo sfondo, protetto dalle percussioni, Dario ha lasciato solo per un attimo la postazione al vibrofono per stendersi ai piedi della voce. Il viaggio circolare si conclude con un bis, dopo avere toccato Invisibilmente, La Rappresentante di Lista, Un’Isola, Mina Vagante, Siamo Ospiti e altri pezzi celebri.

Un’ora e un quarto, poi un solo bis chiude inequivocabilmente il Bu Bu Suite tour. Forse è per consolarci che il Teatro Bibiena allestisce un piccolo banchetto sotto il tipico portico arrossato, offrendo pizza e birra alle persone che escono alla spicciolata dal portone, mostrando così un’altra caratteristica di questo concerto. Il pubblico: ragazzi giovanissimi assieme a signore più attempate, tutti stipati sotto i funghi di calore, per disperdersi poi dopo un commento sulla serata.

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