Le ŽEN e l’antietichetta musicale

Sono quattro ragazze, si sono incontrate e nel 2009 hanno deciso di fondare un gruppo musicale. Di che genere è difficile dirlo: loro non vogliono etichette, e in effetti, dobbiamo ammetterlo, è difficile dargliene una. 

ŽEN, è uno dei nomi che appare nel lungo e corposo cartellone di Europavox Bologna 2018. Ci ha incuriosito, così abbiamo deciso di raggiungerle e farci quattro chiacchiere, sperando di scoprire qualcosa di più su due argomenti: il genere musicale fluido e la loro posizione attivista.

Nella loro biografia si descrivono come post-rock, math-rock, prog-indie, synthwave, e anche audiovisual. Un po’ ampio no? Lo abbiamo chiesto a Sara che ci ha spiegato che per loro è difficile trovare una definizione e così hanno deciso di unire tutto quello che la gente diceva della loro musica. E per la questione audiovisual beh, fino a poco tempo fa c’era una ragazza che le seguiva e si occupava proprio dell’aspetto visivo dei loro live. 

Ma non solo, le Zen si definiscono anche una band con una queer feminist attitude. E come potrebbe esser altrimenti in effetti? La band è composta da quattro ragazze, tutte impegnate in attività politiche, quindi i termini che le definiscono non potrebbero esser altri. 

Tutto questo e molto altro si sente nel loro terzo album (e anche nei precedenti) che potremo sentire al Teatro Comunale di Bologna durante questa edizione di EuropaVox, ultima tappa (per ora) del loro Batat Tour, dopo tantissime date in giro per l’Europa.

E se il loro sound (che non descriveremo, perchè è ovviamente impossibile) vi piace non vi resta che aspettare qualche mese: Sara, Eva, Ivona e Tanja hanno nuovo materiale e stanno pensando a nuovi pezzi, se una assolata terrazza greca. 

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