Tra il 30 maggio e l’1 giugno a Barcellona si terrà il Primavera Suond che è il primo festival a scegliere di proporre una line-up che sia composta al 50% di artiste femminili e al 50% da artisti maschili.

Il festival di Barcellona ha già reso noti molti nomi della prossima edizione, tra cui Solange, Tame Impala, Erykah Badu, Future, Janelle Monáe, Nas e Rosalía, Frank Carter & The Rattlesnakes, Primal Scream, Mac DeMarco, Low, Caterina Barbieri, Carly Rae Jepsen, James Blake, Cardi B. e altri centinaia di nomi.

Quando agli organizzatori è stato chiesto il motivo di una scelta simile hanno risposto: “Perché dovremmo averlo fatto secoli fa. Perché, ripensando alle precedenti line up e nonostante i progressi delle ultime edizioni, avevamo bisogno di andare oltre. Se metà del nostro pubblico è femmina, perché non dovrebbe esserlo la metà della nostra line up?

La decisione ha scatenato pareri contrastanti tra chi sostiene che “…era ora di una presa di posizione importante da parte di festival grandi, dato che il mondo della musica, purtroppo, continua ad essere un mondo prevalentemente maschile.”

E nel modo opposto chi sostiene che “…se è necessario imporre una quota di donne nella line-up di un festival significa che non si cerca tanto la qualità quanto la notizia.”

Certo è che il mondo della grande distribuzione e delle mayor continua ad essere appannaggio degli uomini e che per un’artista sia difficile emergere o, cosa ancora peggiore, viene spesso data priorità ad aspetti estetici anziché doti artistiche.

Noi ci uniamo al coro di chi elogia l’iniziativa del Primavera sound e di chi si batte contro il sessismo fatto anche di piccoli gesti quotidiani e spesso anche in ambienti che dovrebbero promuovere altri valori.

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