Indie Pride: quando la musica si schiera contro le discriminazioni

Giunto alla sua sesta edizione, Indie Pride continua la sua corsa contro le discriminazioni e il bullismo, e lo fa attraverso la musica. Ci siamo appassionati a questo progetto negli scorsi anni e anche anche per questa nuova edizione abbiamo pensato di raccontarvelo. Il 28 ottobre l’appuntamento è al Tpo contro sessismo, bullismo, omofobia, transfobia e ogni forma di discriminazione. Anche quest’anno Indie Pride è legato poi ad un festival molto importante, Gender Bender, che si terrà dal 25 ottobre al 5 novembre.

Prima, un po’ di storia: il progetto Indie Pride nasce nel 2012, sull’onda del Gay Pride nazionale, ospitato a Bologna proprio quell’anno. Dopo il successo della prima edizione, al Locomotiv, continua a testa alta la sua missione coinvolgendo sempre più musicisti. Già, perché l’obiettivo è quello di parlare di un tema delicato, le discriminazioni, attraverso un mezzo molto potente. Da questa unione nasce il nome, Indie Pride: l’indie come genere musicale, ma anche come idea di “indipendenza”. Ed è stato così che, anno dopo anno, sono stati molti gli artisti che hanno deciso di aderire ai valori promossi da questo appuntamento annuale: da Lo Stato Sociale a Nada & Toys Orchestra, da Maria Antonietta a La Rappresentante di Lista e Godblesscomputers. Dopo qualche anno Indie Pride cambia casa, trasferendosi al Tpo, dove vi aspetta anche quest’anno per del sano rock: un’edizione votata a rock e tango punk con Blindur, Cristallo, España Circo Este, Management del Dolore Post Operatorio e Fast Animals & Slow Kids. Per farci un’idea di quello che ci aspetta abbiamo fatto quattro chiacchiere con una delle organizzatrici e promotrici del progetto, Antonia.

In questa nuova edizione come mai avete scelto queste band?

Alcuni dei gruppi che saliranno sul palco li conoscevamo già, e sapevamo che sarebbero stati interessati alle nostre tematiche, ai valori che promuoviamo. Nell’ultimo album dei MaDeDoPO ad esempio c’è una traccia che parla proprio del legame con il corpo, ognuno è libero di fare quello che vuole con il proprio e nessuno lo può imporre. Gli España Circo Este invece perché portano allegria, ed era necessario: troppo spesso quando si parla di sessismo, omofobia, bisogna essere arrabbiati o cupi, invece ci si può e si deve anche ballarci su. Sono argomenti seri ed importanti, ma è necessario anche affrontarli con il sorriso! I Fask ci son stati consigliati e, anche se nelle tematiche delle loro canzoni non parlano esplicitamente di questi argomenti, sono molto attivi e son stati entusiasti della proposta; oltre ad esser una delle band migliori in circolazione, anzi, solo La Band. Cristallo, nati dai Melampus, hanno sempre sostenuto la nostra lotta. I Blindur, che hanno raggiunto traguardi importanti come miglior esordio nella cinquina del Tenco, portano sul palco altri tipi di discriminazioni, tematiche legate alla disabilità. Poi ci sarà il Dj Set con Trinity e Momo dello Sherwood, anche perché dal prossimo anno abbiamo intenzione di coinvolgere il festival.

Andando già oltre questa edizione, quali sono quindi i progetti per il futuro dell’associazione?

Abbiamo stilato come associazione un progetto quinquennale stabilendo diversi obiettivi. C’è tanto lavoro, noi siamo associazione da circa un anno e siamo in 5. Al momento siamo alla ricerca di sponsorizzazioni e bandi, per poter espandere le nostre proposte e attività. Il nostro obiettivo, che speriamo di raggiungere nei prossimi anni, è intanto di coinvolgere i festival portando chi ci sostiene al’interno di questi tipi di contenitori, grazie ai musicisti e agli addetti ai lavori. Quello che vogliamo proporre, attraverso gli artisti, è anche un’educazione nelle scuole attraverso percorsi e laboratori sul tema delle discriminazioni. E poi, non meno importante che venga approvata una legge sull’omofobia. Inosmma, il concerto è la punta dell’iceberg,

A proposito degli artisti che vi sostengono, com’è la risposta da parte del mondo degli addetti ai lavori? 

C’è un ottimo feedback da parte dei musicisti, e abbiamo avuto anche molto sostengo per la campagna di sensibilizzazione legata alla carta d’intenti, che verrà lanciata proprio il 28 ottobre al Tpo. Anche con loro però serve un dialogo: non basta solo dire di essere contro. Anche per questo stiamo raccogliendo una rassegna stampa che raccoglie i casi di femminicidio, bullismo etc, per avere dati sui quali ragionare assieme. È necessario perché per poter avviare un progetto di educazione su queste tematiche ed entrare nelle scuole serve poter presentare dei fatti, dei dati. Sui temi che vogliamo trattare questi dati non ci sono, o sono molto recenti. Quello che speriamo è che educando i musicisti, il messaggio arrivi meglio ai ragazzi. La musica è un veicolo molto forte, e il messaggio arriva meglio se a dirlo non è la madre o il preside, ma la band preferita. Avendo testimonial come Fast Animals and Slow Kids, Management del dolore port operatorio, o magari nomi più mainstream come Daniele Silvesti o Alessandra Amoroso speriamo di arrivare ai giovani.

 

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