Un’esplosione di rock: Guns’n Roses, Biffy Clyro e Backyard Babies a Copenaghen

Parliamone: quanto è bello condividere le passioni con gli amici? Ecco, noi ne abbiamo alcuni che sono pazzi per i festival musicali, esattamente come noi. Senza troppe remore, pronti a prendere lo zaino, il biglietto e partire in direzione musica.

Uno dei più appassionati è il Carra, che è volato a Copenaghen per ascoltare tre gruppi: Biffy Cltro, Backyard Babies e Guns’n Roses. Ci ha raccontato con gli occhi sognanti com’è stata la serata e..wow. Non vediamo l’ora di condividerla con voi. Ecco cosa ci ha detto.

Per prima cosa la location del festival. Particolarissimo, i concerti si tengono nello stadio di Telia Parken, ma è stata creata una copertura che lo trasforma in un eneorme palasport, pronto a sprigionare rock con le 40000 persone che lo riempiono. L’apertura del concerto è affidata a due gruppi di assoluto livello: i primi a salire sul palco sono i Backyard Babies. La rock band svedese inizia a scaldare il pubblico presente con alcuni dei suoi pezzi migliori, tra cui spiccano “Brand New Hate” e “Minus Celcius”. È poi il turno dei Biffy Clyro, reduci dal successo indiscusso sul main stage del Glastonbury Festival. Sono indubbiamente i più indicati a caricare l’atmosfera in attesa di Axl e soci (a proposito, meglio segnarsi la loro data fissata per il 18 giugno a Rimini Park Rock, un live da non perdere nella miriade di concerti in programma). I Biffy Clyro regalano quasi un’ora di adrenalina con i loro brani più famosi: “Byblical”, “Bubbles” e “That golden rule” sono alcuni esempi.

Dopo una pausa di mezz’ora per il cambio palco e strumenti, finalmente arriva il momento tanto atteso dei Guns’n Roses. Axl e Slash salgono sul palco con al voglia dei tempi migliori, e con “Welcome ti the Jungle” e “Estranged” mettono subito le cose in chiaro: “ci siamo ancora e vi faremo ballare tutta notte”. Il concerto scorre velocissimo tra le note dei grandi classici: “Sweet Child o mine”, “November Rain” e “Patience”. Ma non mancano le cover di livello come “Whis you were here” e “Black hole sun” in memoria di Chris Cornel. A condire il tutto gli assoli di Slash alla chitarra.

La serata si chiude dopo quasi 3 ore e 30 brani, salutandosi con la classica “Paradise City”, in un tripudio di fiamme, fuochi d’artificio e un enorme pubblico estasiato.

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