Guido Catalano: storia di un poeta cabarettista amato solo dai musicisti.

Mercoledì 12 dicembre sarà al Locomotiv per un reading delle sue poesie in una delle date del minitour che tocca anche Roma, Torino e Milano.

Mercoledì 12 dicembre sarà al Locomotiv per un reading delle sue poesie in una delle date del minitour che tocca anche Roma, Torino e Milano.

Il tour si chiamava 4 città eh, non ci eravamo sbagliati noi. Poi un giorno telefoniamo a Guido, Catalano si intende, e ci mettiamo a chiacchierare.

Per un intervista, non perchè siamo amici. Purtoppo. Insomma fatto sta che il poeta più contemporaneo e soprattutto più vivente che conosciamo ci ha detto che di date ne farà 6.

Si bissa, a Milano e Torino. Non a Bologna, neanche a Roma, ma ce ne facciamo una ragione.

Allora abbiamo messo un attimo in attesa la telefonata e abbiamo comprato il biglietto, che poi non si sa mai. 12 dicembre a Bologna, al Locomotiv, luogo deputato perlopiù ai musicisti ma di questo ne parliamo più avanti.

E allora quando abbiamo ripreso la chiamata glielo abbiamo chiesto a Guido Catalano: “Se già i poeti e i cabarettisti un po’ si risentono, non è che pure i musicisti rischiano di non gradire questa tua tendenza ad accomodarti nei locali da live?

Lui assume le sembianze di un gatto, si divincola, e spiega che a lui i musicisti gli vogliono molto bene.

Noi un po’ ce ne eravamo accorti durante la data di Bologna di Contemporaneamente Insieme, che tra catalano e Dente c’era del tenero, artisticamente parlando.

Per questo nuovo tour invece Catalano diventa un lupo: solitario. Su questi 6 palchi (anche se il titolo del tour dice 4, ma non fa niente), sarà da solo. Lui e le sue poesie, quelle vecchie, quelle più conosciute, quelle inedite.

Tante, tanto che poi alla fine sarà affollatissimo questo palco con tutte queste poesie.

Ma andiamo oltre, e gli chiediamo altro. E si, perchè ci siamo sempre chiesti una cosa: ma questa superproduzione di poesie d’amore, avrà dei frutti? Che poi uno scrive e scrive, pianta semi d’amore con le parole, ma dopo raccoglie?

Forse era una domanda un po’ pettegola, ma noi gliel’abbiamo fatta comunque e lui ci ha detto che si, che queste poesie d’amore funzionano eccome. Però poi si trova le fidanzate che non sanno che lui è un poeta.

Saranno i casi della vita! Abbiamo parlato tanto, chissà se Guido stava camminando per le strade di Torino, con un berretto grigio e gli occhiali come nel film Sono Guido e non Guido. Decidiamo di sollevarlo dalla responsabili della conversazione con una piccola ultima domanda. E lui ci saluta con una bella notizia: a febbraio ci sarà una nuova uscita, così poi noi saremo felici e leggeremo un nuovo libro, che pare, non sarà di poesie.

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