#UnaNotaAlMuseo: 3 domande a La Rappresentante di Lista

Continua la rassegna Artrock Museum, ogni giovedì a Palazzo Pepoli musica d’autore. Un concerto, ma non solo, in un’insolita cornice.

Settimana scorsa vi abbiamo parlato di Her Skin  che ha portato la sua musica al museo. Questa settimana tocca ad una delle band più originali e innovative del panorama musicale italiano. Porteranno sul palco alcuni dei brani del loro ultimo album, Go Go Diva, in versione più acustica e con una band ridotta. Parliamo de La Rappresentante di Lista.

1) Il palco di Artrock museum sta per accogliere una delle dive più attese: la vostra GO GO DIVA. Una data molto diversa da quelle di presentazione dell’album che state portando in giro in questo periodo. Cosa ci racconterà, la vostra DIVA, in questo insolito spazio, per questo insolito concerto?

Stiamo lavorando molto per riarrangiare alcune delle canzoni di Go Go Diva per questa occasione. Come l’ultima volta che siamo stati ospiti a Palazzo Pepoli per la presentazione di Bu Bu Sad ne approfittiamo per cogliere l’essenza di quello che abbiamo scritto e con curiosità aspettiamo il momento in cui le parole e gli accordi risuoneranno in quella magnifica sala e sui tasti del vostro pianoforte. Dario sta studiando per essere all’altezza… Sarà insolito perché torneremo al nucleo della RDL senza la band. Non so ancora dire se saremo impauriti senza la forza dei nostri compagni. Go Go Diva ci incoraggia.

2) La vostra formazione teatrale emerge prorompente nei live de La Rappresentante di Lista. Quanto è attrice e quanto è musicista? Potrebbe fare a meno dello “spettacolo” o è la sua ragione d’essere?

La Rappresentante di Lista plana tra teatro e musica come un pesce volante tra l’aria e l’acqua. Come un coccodrillo tra il fiume e la terra. Teatro e Musica sono per noi due luoghi necessari e desiderati, spaventosi e rassicuranti. Il palcoscenico è sicuramente il luogo dove esprimiamo al meglio i nostri istinti. Artaud diceva che il teatro è ciò che di più vicino alla morte è dato conoscere all’uomo. In questo senso, per rimanere su un binomio facile, la musica è per noi oggi amore e sensualità, corpo e femminilità. Entrambi imprescindibili.

3) La vostra musica ospita tante sonorità, si è evoluta molto nel giro di 8 anni di attività, tre album e tanti live. Cos’è per voi il palco? Come lo vivete e sperimentate? 

Come diciamo spesso, la nostra musica non ha confini, è un porto aperto. Le sonorità che abbiamo scelto finora sono state il frutto di un lavorio in cui le canzoni stesse sono state condottiere alla ricerca del loro habitat più favorevole. Sul palco le canzoni prendono vita, grazie ai nostri corpi, grazie al pubblico che le fa sue e ce le restituisce.

Appuntamento per giovedì 14 marzo alle 19.30 a Palazzo Pepoli.

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