Il Barbiere di Siviglia più hipster va in scena con l’Orchestra Senzaspine

Il 12, 13 e 14 ottobre al Teatro Duse di Bologna è andato in scena “il Barbiere di Siviglia”, celebre opera di Rossini, rivisitata dall’Orchestra Senzaspine.

di Bandini Katia

L’opera ha visto la collaborazione del Teatro Comunale di Bologna e la partecipazione di Accademia Corale ‘Vittore Veneziani’ di Ferrara e Komos Coro Gay di Bologna. La regia, sublime, è stata affidata a Giovanni Dispenza che ha fatto sua l’opera in una trasposizione che senza tradire l’originale l’ha saputa comunque trasformare per darne una lettura diversa, ironica ed energica.

L’opera è stata scelta per celebrare i 150 dalla morte, avvenuta il 13 novembre 1868, del compositore marchigiano. In questa seconda produzione dell’Orchestra Senzaspine, il Barbiere di Siviglia è un barbiere hipster, eclettico e al servizio di tutti. L’orchestra ha allietato gli astanti per due ore e mezza con la solita immensa bravura, la grande ironia e la cura di ogni particolare. Un Barbiere fresco, giovanile, con belle voci ed ottimi cori.

Le scenografie sono state realizzate al Mercato Sonato, la “casa” dell’Orchestra Senzaspine, con la collaborazione dei cittadini della zona che si sono resi disponibili alla costruzione di scenografie mobili e interscambiabili che rendevano vivo anche il controscena. In questo senso, sia l’Orchestra che il Mercato Sonato sono entità sociali in grado di avvicinare al mondo della musica classica anche la “plebe”, inteso come coloro che non sono avvezzi a questo tipo di opere ma che trovano, in questo contesto e con questa metodologia, un coinvolgimento diverso ed interessante.

La bottega del barbiere, che compare pezzo per pezzo e viene assemblata durante le scene, i lampioni a led della serenata iniziale, le scritte proiettate che cambiavano di volta in volta e tutti gli elementi della scena davano una vitalità ed un’energia coinvolgenti.

Il maestro “gesticolatore” Tom Freak Ussardi ha diretto l’orchestra under 35 in maniera come sempre sublime. Importante nota di merito va data sopratutto allo special guest della serata. Bruno Praticò, famoso basso-baritono della lirica italiana, molto ironico e pungente nella parte di Don Bartolo, ha trovato mezzi comunicativi inusuali, facendo parlare il personaggio anche in dialetto bolognese.

Il cast di attori non è stato da meno, comprese le due bambine che hanno intenerito anche i più duri tra il pubblico. La messa in scena dell’opera offre una fonte inesauribile di energia a cui tutti possono attingere, che è la stessa energia che l’Orchestra convoglia e cerca di distribuire al pubblico.

Quello che l’Orchestra Senzaspine riesce a fare in maniera così genuina e spontanea, è riuscire ad avvicinare grandi e piccini, senza distinzione alcuna, ad un genere di musica spesso considerato elitario e che invece in questa veste diventa popolare. Una musica classica che si slega dai balconcini dorati dei teatri per diventare tutt’uno con il pubblico.

L’Orchestra, dal canto suo, ringrazia così:

“Conclusi gli applausi e spente le luci dell’ultima recita del nostro Barbiere di Siviglia, siamo rimasti immobili, con gli occhi chiusi, immersi in quella sensazione così sottile e allo stesso tempo immensa di quando ti fermi dopo il traguardo, dopo la realizzazione di un grande progetto. Tre giorni intensissimi, frutto di un percorso di mesi, condiviso e sinergico, partecipato, potentissimo. È questa la magia dell’Opera, un prodigio sospeso in un equilibrio fragilissimo, tenuto insieme dalla passione di tutti coloro che ne hanno preso parte: i macchinisti, le sarte, i mimi, l’Orchestra Senzaspine, il coro KOMOS – Coro Gay di Bologna, l’Accademia corale Vittore Veneziani, tutti i solisti, Tommaso Ussardi, il regista Giovanni Dispenza e tutta la sua ciurma, la maestria dell’indimenticabile Bruno Praticò e poi tutti voi che, fino alle ultime file, ci avete onorati con i vostri applausi a piene mani, ripagandoci di tutte le fatiche spese e ricaricandoci così di quell’energia Senzaspine che diciamo essere inesauribile ma che, senza di voi, non esisterebbe.
D’ora in poi, a chi chiederà cosa significhi SUBLIME, noi risponderemo raccontando la nostra incredibile storia.
Grazie”

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