Alla ricerca di nuove scoperte. Incontriamo gli Incipit Suite

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Dopo il 2005 si sono affacciati nel mondo della world music due nuovi artisti. Chitarre alla mano, i due componenti di Incipit Suite hanno inciso il primo disco,l’omonimo Incipit Suite, nato dalla fusione di latin jazz, world music e folk. Un lungo pellegrinaggio con concerti tra Italia e Spagna ha consacrato il duo, lasciando i fan in attesa del nuovo album.

Finalmente, il 3 aprile, è uscito Telepathy, dove l’identità estremamente originale di Marco Di Meo e Roberto Gargamelli assume nuove forme. Sempre cavalcando l’intreccio tra tecnica impeccabile e originalità improvvisativa, questo nuovo album rappresenta un’inno alla musica. Quattordici tracce, tra le quali va menzionata un’apparizione di Erèndira Diaz e del percussionista Davide Battistelli nel brano di Jean Luis Guerra, Amor de Conuco. Oltre alle undici canzoni inedite, ove si assaporano tutte le peculiarità degli Incipit Suite, anche tre cover che omaggiano stili diversi: Bernie’s Tune, Amor De Conuco e Spain. Abbiamo ascoltato Telepathy e per l’occasione vi raccontiamo l’intervista a questi due strepitosi musicisti.
In questa epoca musicale caratterizzata da una predominanza data ai testi, più o meno profondi o più o meno banali, quanto è importante riuscire a portare avanti un discorso basato semplicemente sulla musica strumentale?

La Musica strumentale è La Musica, è l’ambiente ideale nel quale uno strumentista può sentirsi libero e dare il meglio di se sfruttando le sue capacita tecniche ed espressive, quindi chi compone e chi esegue composizioni di questo tipo si sente libero da ogni vincolo e non ha bisogno di altro che suonare la propria musica.
La musica strumentale ha da sempre affiancato quella vocale ed anche se non ci sono melodie cantate o testi espliciti più o meno profondi per noi non ha alcuna importanza perché dentro ognuno dei nostri brani sono contenuti idealmente.

Nelle vostre canzoni mescolate influenze che vengono dal jazz, dal flamenco e da musicalità anche geograficamente differenti. Quali sono le vostre fonti di ispirazione e chi sono i musicisti che più hanno segnato il vostro modo di suonare? 

Tutte le storie, tutti i musicisti che abbiamo incontrato ci hanno in qualche modo arricchito. Siamo legai a tanti artisti completamente diversi tra loro da Antônio Carlos Jobim, João Gilberto (padri della Bossa Nova), Wes Montgomery, Charlie Christian, Django Reinhardt, Joe Pass e Pat Metheny nell’ambito jazz; importantissimi per me sono (parla Roberto) i compositori di musica “classica” Villa Lobos e Leo Brouwer che hanno scritto tanto per la chitarra. Le loro composizioni sono fortemente idiomatiche. Inoltre quest’ultimo è stato il compositore al quale mi sono dedicato per la mia tesi di Laurea. Come poi non fare riferimento a tutti i chitarristi della scena rock anni ’70? Nelle nostre composizioni di volta in volta le varie influenze emergono in maniera spontanea.

“Telepathy” arriva a 4 anni dal primo album, Incipit Suite, cosa è cambiato e cosa ha arricchito il vostro bagaglio musicale in questi anni? 

Direi che l’unica cosa che è cambiata è che più il tempo passa e più il nostro legame diventa solido, ogni concerto ci da qualcosa in più. Ogni esperienza che sia un seminario svolto con studenti, un concerto o una partecipazione a qualche progetto musicale aggiunge qualcosa al nostro bagaglio di esperienze musicali.

Qual è la risposta del pubblico alla vostra musica? E di conseguenza quali saranno le vostre prossime tappe? Sia in fatto di concerti che per quanto riguarda idee e progetti per l’avvenire. 

Il pubblico ai nostri concerti si diverte molto! Cerchiamo di non annoiarli proponendo un mix di brani diversificati per quello che riguarda lo stile, musiche che possano creare sempre un forte interesse e attenzione durante le nostre performance.

Le nostre composizioni propongono una chiave per poter accedere ad emozioni semplici: allegria, gioia, ma anche malinconiaCi sono sensazioni che sanno “impadronirsi” di noi contro la nostra volontà; la nostra ragione non può fare nulla per evitarlo e, per quanto non lo vogliamo, siamo attratti, sorpresi, comunque vinti; come accade con certi profumi che immediatamente ci legano alla nostra infanzia, ricordi o persone.
Questa estate come sempre proporremmo molti concerti in location diverse, per l’avvenire abbiamo in progetto di proporre le nostre composizioni insieme ad un’orchestra.