ROBOT Festival: Boys Noize al DumBO

Boys Noize Robot Festival
di Rebecca Ricci @re_bitch - Foto di Stefano Poggi @himynameisnotsteve

Diciassette edizioni di ROBOT, dentro e fuori Bologna

Il ROBOT Festival è arrivato alla diciassettesima edizione e resta un appuntamento fisso per Bologna e non solo, con la sua miscela di musica elettronica e arti digitali che quest’anno ruota attorno al tema “Syntax Error” e al concept “Quando il sistema smette di tradurre, comincia ad ascoltare”. Il programma è partito con due anteprime a settembre, a Marzabotto e Palazzo Re Enzo, per poi allargarsi dall’8 al 10 ottobre tra l’Ex Ospedale dei Bastardini che vi abbiamo raccontato qui, il DumBO e l’Estragon. Noi abbiamo seguito la prima notte al DumBO, quella di venerdì 9 ottobre, in un percorso che ci ha portati da Manchester ad Amsterdam e Londra, passando per lo Yorkshire e Bristol, fino all’immancabile Berlino di Boys Noize.

Il DumBO si riempie e la nebbia si dirada

Siamo arrivati verso le 22 e abbiamo così avuto il tempo di vedere lo spazio riempirsi un po’ alla volta, mentre il suono da ovattato si faceva sempre più pesante. I primi artisti hanno suonato avvolti nella nebbia e, man mano che questa si è diradata, l’atmosfera è diventata più coinvolgente con luci via via più spinte. In mezzo alla calca, una maglietta con la scritta “drugs, dirty dancing & pounding pounding pounding techno music” faceva da manifesto non ufficiale alla serata.

In totale onestà, a parte Boys Noize, dei nomi in programma ne conoscevamo pochi. Nel prepararci all’evento, però, abbiamo riconosciuto subito la logica della serata: un viaggio nelle proposte più interessanti del panorama europeo del 2026. In apertura Space Afrika, duo di Manchester che intreccia ambient, voci e immagini, ha proposto un live morbido che ha settato subito l’atmosfera giusta. Poi upsammy, produttrice olandese, e Valentina Magaletti, batterista che vive a Londra, hanno portato le loro percussioni digitali e acustiche intrecciate a frammenti vocali.

Blawan e Batu: la techno inglese prende il comando

A mezzanotte Blawan, figura centrale dell’elettronica inglese i cui live regalano un’experience più che un semplice DJ set, ci ha traghettati in una zona decisamente più pesante con le sue macchine sul palco e una techno industriale che si sentiva anche fisicamente sull’impianto. È stato quindi il turno di Batu, di Bristol, che ha proseguito con la quota Made in UK del nostro appuntamento, tra ritmi tribali, bassi spinti e una base techno con un’impronta fortemente sperimentale.

Boys Noize chiude la notte

Boys Noize è arrivato a chiudere la serata alle 02:30, quando la nebbia fitta dei primi live era ormai un ricordo, in un DumBO ormai pieno e immerso nelle luci. Proprio come ci aspettavamo, davanti a un pubblico in cui i fan della prima ora si mescolavano a chi lo ha scoperto più di recente, ha inequivocabilmente reso a tutti impossibile non ballare.