Due sold out, ventiquattro pezzi, un giochi senza frontiere. Gli Zen Circus forse amano Bologna. Ma è sicuramente un amore ricambiato.
Dopo I Casi Umani in apertura tutto si tinge di un rosa vagamente inquietante, che sa un po’ di Male.
Gli Zen Circus ci avevano raccontato in un’intervista questo nuovo album, il tredicesimo, uscito a settembre e subito andato in sold out, nel tour, anche a Bologna. Il Male, font cattivo su sfondo rosa, fa quello che questa band sa fare nel modo migliore: raccontare senza fronzoli com’è la situazione. La nostra, la loro, quella di tutti. E tendenzialmente il risultato è sempre molto sincero: facciamo un po’ cac*re.
Il Male racconta sul palco ciò che di marcio viviamo tutti i giorni, ma con una scaletta spaziante (non spaccante, ndr) in un bel trentennio di carriera circa ci ricorda anche che non è proprio una novità.
Gli Zen Circus sanno schiaffarci in faccia la realtà con una crudezza disarmante, salvo poi servirci su un piatto d’argento anche la cura: se “canta che ti passa” è un titolo, può benissimo essere anche il mantra di una nuova religione.
Sul finale di concerto, da bravi maestri, ci dimostrano come fare: due canotti, un flashback al novecento con giochi senza frontiere 2.0. Appino e il Maestro Pellegrini stagedivano il soldout scivolando sulla folla, con annessa premiazione ai partecipanti.
Uno stacchetto che non è solo una gag, ma anche uno spaccato di una band che passa le cose assieme, ridendo e trovando un modo buffo di andare avanti.
Ah, non vi abbiamo detto niente della musica. E che vi dobbiamo dire, gli Zen Circus sono punk nell’anima e sul palco, sono un circo a tutto gli effetti con equilibri tra gli strumenti, la voce, le anime che li compongono. Sanno riprendere con grazia una strofa sbagliata, accordarsi con uno sguardo, regalare una ricetta che sanno solo loro. Ufo con la sigaretta in bocca, la camicia aperta e un espressione soddisfatta mentre si unisce alla sua linea di basso; Appino sempre punk, faccia a faccia con tutti, gli occhiali beffardi, il maestro, il Geometra, Karim che gratta la washboard. Loro lo sanno come funziona il mondo. E sanno come farci ballare, sempre.
Scaletta Concerto Estragon 13/12/2025
- Il Male
- La terza guerra mondiale
- Catene
- Non voglio ballare
- Vent’anni
- Miao
- Il fuoco in una stanza
- Andate tutti affanculo
- Ilenia
- Vecchie troie
- Qualunquista
- Novecento
- Canta che ti passa
- Il mondo come lo vorrei
- Un milione di anni
- Appesi alla luna
- Vecchi senza esperienza
- Figlio di puttana
- Ragazzo eroe
- Meglio di niente
- Non
- Un momento
- L’anima non conta
- Viva!

