di Rebecca Ricci
I Wavves hanno conquistato il Covo Club il 3 marzo in un sold out attesissimo e noi non vedevamo l’ora di sentirli finalmente live, come vi abbiamo anticipato nella nostra puntata settimanale su Radio Città Fujiko.
Per chi non li conoscesse, i Wavves sono una band di San Diego, attiva dal 2008 con album lo-fi pieni di feedback grezzo e caos noise. Il salto per loro arriva in un paio d’anni con King of the Beach, prodotto da Dennis Herring dei Modest Mouse: qui si forma la band stabile che si guadagna l’attenzione di Pitchfork, che lo posiziona al 50° fra le uscite dell’anno nelle sue celeberrime classifiche, così come quella di Spin, che lo mette al 24°.
Il loro stile unisce surf rock strumentale a punk lo-fi, per intenderci tipo un mix fra Beach Boys e Ramones. Figo, no? Nel corso del tempo, poi, il loro garage rock è maturato in noise pop, con testi su alienazione giovanile e californian vibes – e ci sbilanciamo dicendo che non potevamo chiedere di meglio per svoltare il grigiore di un fresco martedì di Marzo.
Tornando al live di ieri sera, sul palco i Wavves si sono mostrati compatti e carichi, così come il pubblico che ha pogato e cantato dall’inizio alla fine. Il gruppo ha presentato una setlist di circa un’oretta composta dai loro bangers più famosi e parecchie nuove uscite dell’album Spun. Tutto ciò nonostante alcuni problemi tecnici a una chitarra e le scuse del cantante per la sua squeaky voice, visto che la scorsa settimana è stato addirittura ricoverato in ospedale ma si è rifiutato di cancellare lo show. Dai tempi del Primavera Sound e delle prime esibizioni, possiamo sicuramente dire che i Wavves hanno confermato una crescita live solida, focalizzata e convincente.
Concludiamo con un apprezzamento più che dovuto al Covo: il locale bolognese, che abbiamo intervistato per la nostra rassegna Meet the locals, si conferma come sempre un punto di riferimento per il rock alternativo: da anni propone lineup curate, portando band da scoprire o seguire con attenzione.
Quello dei Wavves, comunque, è stato un concerto perfetto per il Covo ma che avremmo visto bene contestualizzato anche in un festival estivo, con il caldo e una birretta ghiacciata in mano.
Chissà se torneranno da queste parti quest’estate. Dovesse succedere, sicuramente noi non ce li perderemo.

