Risalendo di nuovo verso nord, facciamo un bilancio di questa bellissima seconda edizione di Transumare Fest, targata 2025.
Ve l’avevamo raccontata ai microfoni di Radio Città Fujiko con un’intervista ai ragazzi di Rosangeles APS, ma abbiamo deciso di viverla live. Ne siamo felici. E mentre grazie ad un’affollatissimo regionale diamo pace anche alla nostra anima green possiamo concordare che è stato indiscutibilmente un festival, quelli che ancora campeggiano nella nostra mente come esperienze collettive, sorrisi, pioggia (ogni evento del genere che si rispetti ha almeno un po’ di fanghiglia).
Abbiamo attraversato diverse disavventure come ruote bucate, autostop, treni e sempre ne abbiamo rilevato una grande gentilezza e capacità di creare una collettività che aiuta. Transumare è ancora quel festival dove se perdi un telefono probabilmente lo ritrovi, dove al tavolo fai amicizia con persone che vengono da parti lontane da te, dove nascono idee. E dove puoi trovare una birra e meno di 5 euro.
Facciamo una pausa per farvi assimilare la notevole informazione.
Con queste coordinate immaginate uno spazio ampio, ma non sovraffollato, animato da uno staff giovane. Come ci ha detto una delle nostre salvatrici di autostop, ci sono tante piccole cose che si possono apprezzare. Per elencarne alcune: no scontrini, ma pagamenti con app, bagni per disabili veramente dedicati e possibilità di avere a disposizione carta igienica pressochè illimitata, salviette, antizanzare e igienizzante, assorbenti e preservativi. Una cosa che nella zona bagno ci saresti stato quella mezz’oretta buona.
Nella zona food possibilità si per carnivori, con gli immancabili arrosticini, ma anche proposte veg e no glutine con panini e birre dedicate, anche qui a prezzi accessibili. Una volta accaparrato il pasto desiderato lo spazio per sedersi permetteva di sentire e vedere bene anche i due palchi, perchè oggettivamente dopo tutta sta bellezza non scordiamoci che il focus è quello.
E neanche qui si sbaglia! Palchi accessibili dove si sono avvicendati con luci soft date dal cielo plumbeo delle band che sono state tutte super apprezzate. Noi abbiamo vissuto ahinoi solo le ultime due giornate, ma abbiamo potuto spaziare tra generi e “carature” diverse.

Da Lamante (nostro tag da qualche mese) ai Delicatoni per un’iniezione indie, passando da un genere che io nella norma personalmente non amo, ma che invece ho ballato tutto, tantissimo: okgiorgio ha scaldato le vibes elettroniche già venerdì, ma il mio concerto top è stato sabato con Omar Souleyman, che ha convogliato un groviglio di corpi sottopalco. E ugualmente i 99 posse che hanno unito e mescolato 40enni occupanti dei centri sociali e neomaggiorenni che al loro fianco urlavano a squarciagola i pezzi della formazione partenopea. Stupefacente anche Venerus e Outransa. Insomma una sorta di all you can eat a buffet musicale: a Transumare si è trovata ogni pietanza musicale con live belli abbondanti.

Ne abbiamo parlato a lungo anche mentre costeggiavamo il mare rientrando, con lo sciabordio del mare un poco incazzato. Un evento che ha mostrato una grande maturità, al pari di fratelli con esperienza ormai decennale, mantenendo però lo sguardo dei festival alle prime edizioni. Un equilibrio perfetto.












