Il 12 marzo al Locomotiv Club la storica band ska degli Statuto
Dopo la ristampa degli album cult “Tempi Moderni” e “Riskatto”, la storica band mod torinese si esibirà dal vivo giovedì 12 marzo al Locomotiv Club per un live tutto dedicato all’album del 1999 ma che conterrà anche altri brani leggendari della band.
1. La storia degli Statuto inizia nel 1983 con un forte legame al mondo Mod. La parola e forse anche la cultura Mod al giorno d’oggi esistono ancora? Cosa rappresentano o in cosa si sono trasformate?
Più che un forte legame, noi siamo proprio Mod: era, è e sarà sempre la nostra vita. Siamo nati e abbiamo portato avanti la nostra storia per diffondere il più possibile la cultura attraverso la nostra musica. Con la nostra totale ed esplicita identità Mod siamo arrivati su qualsiasi tipo di palco, da quello più nazional popolare a quello più antagonista. La cultura Mod è la soluzione migliore per vivere in un sistema che non ci piace assolutamente. Fuori dalla massificazione, dall’omologazione, dalla commercializzazione, dalle mode e dagli schemi imposti, cerchiamo da sempre di prendere il meglio da idee, estetica, musica.
Questo prima degli altri e cercando di aggiungerlo al nostro patrimonio culturale sempre in evoluzione, seppur con radici ben solide che affondano nella meravigliosa cultura afroamericana. Come la condivisione sociale e proletaria dei primi immigrati giamaicani in Europa, la nostra capacità di anticipare i tempi ci ha permesso di essere sempre liberamente noi stessi, sfruttando il sistema invece di esserne sfruttati. Mod non si nasce né si diventa ma si scopre di esserlo. Come diceva il “nostro” Xico Ezio Bosso: “Si è Mod per la vita”.
2. La vostra musica è sempre stata legata al mondo dello Ska, con qualche deviazione. Da dove nasce la passione per questo genere?
Lo ska è uno dei generi ascoltati da noi Mod, e il cosiddetto ska revival, quello di fine anni ‘70 con artisti come Madness, Specials, Selecter, etc. Si tratta del genere musicale che ci ha fatto appassionare allo stile Mod e ci ha fatto scoprire anche tutti gli altri generi, sui quali abbiamo spesso e volentieri deviato. Parlo del soul, R’n’B,il power pop e britpop.
3. 20 album all’attivo, tanti cambi di formazione, cos’hanno gli Statuto ancora da dire dopo oltre 40 anni di carriera?
Da dire abbiamo tante cose, cioè raccontare la vita metropolitana vissuta con rabbia e stile, senza mai abbassare la testa e con la determinazione necessaria per esprimere la vera ribellione che la nostra storia ha dimostrato che è davvero possibile.
4. Il 12 marzo sarete sul palco del Locomotiv Club di Bologna. Cosa porterete a questo live?

Presenteremo il nostro Riskatto Tour, cioè i brani dell’album appena ristampato con le canzoni di Specials, Madness, Bad Manners e i gruppi della 2Tone adattati in italiano. Un repertorio divertentissimo che coinvolge al massimo noi sul palco e il pubblico sotto. Non mancheranno però i nostri brani più conosciuti come In Fabbrica, Ragazzo Ultrà, Ghetto, Qui Non c’è Il Mare, Abbiamo Vinto Il Festival Di Sanremo etc. A Milano, Roma e Torino siamo andati sold-out, speriamo di essere ben accolti anche a Bologna.
5. Avete recentemente ripubblicato Riskatto e Tempi Moderni del ‘99 e ‘97. Cos’hanno di importante questi due album?
Sono due album completamente diversi, che erano andati esauriti e fuori catalogo da anni e non sono mai stati inseriti sulle piattaforme digitali. La Sony se n’è accorta e li ha ripubblicati e per la prima volta anche in vinile, scelta sicuramente azzeccata per il nostro pubblico. Tempi Moderni ha sonorità brit pop e power pop ispirate dagli ascolti di tanti bellissimi dischi (Oasis, Blur, Supergrass, Menswear etc), che uscivano nel periodo in cui lo pubblicammo. Riskatto, invece, è un totale ritorno allo ska e oltre ai già citati brani ska storici, troviamo alcuni classici della musica italiana e l’omaggio al Grande Torino.
6. Il mondo della musica di oggi è immensamente diverso da quello in cui sono cresciuti gli Statuto, c’è qualcosa che salvereste della musica di oggi?
È totalmente diversa proprio la fruizione e quindi l’ascolto della musica, inutile fare paragoni. E poi ci sono tanti giovani artiste e artisti che sanno attingere dalla storia della musica e riproporre in modo attualizzato. Suonando realmente i propri strumenti, con tecnica sopraffina e vera passione. Esprimendo

