articolo Erica Testi foto Giulia Molinarolo
I Sick Tamburo incarnano l’anima dell’essenziale. Essenziali testi, pochi e precisi i movimenti sul palco ridotte all’osso le interazioni col pubblico.
Sul palco di Estragon Club di Sick tamburo portano una scaletta di 24 pezzi, all’interno della quale si spazia da brani dell’ultimo album “dementia” (che vi abbiamo raccontato in intervista) a storici come “Parlami per sempre” oppure “La fine della chemio”.
Salta all’occhio, o forse anche all’orecchio, quanto Accusani e la sua penna narrino di un uomo sostanzialmente romantico, ma negli ultimi brani estremamente malinconico. Il ben conosciuto focus su storie esterne e altrui si traduce in uno sguardo su ciò che si prova, sulla mancanza, nulla melanconia.
Accusani come penna dei Sick Tamburo racconta di assenze, di mancanze, della necessità di presenze. Come sempre il marchio che li distingue è un punk a tratti sporco, a tratti estremamente ammorbidito da incursioni più melodiche.
Il suono dei Sick tamburo è pulito, anche nei movimenti riduce tutto al minimo: Accusani si sposta poco dal suo microfono, tranne in una dimostrazione di flessibilità che continua ad oggi a fare l’invidia di chi pratica yoga e pilates. La due musiciste sincornicamente avanzavano in qualche brano, un pugno d’intesa tra batteria e voce scalfiace qualche cambio.
Il “Grazie Bologna” che ripete Gianmaria cadenzando ogni canzone non appare distaccato, bensì sincero, e tornando alla prima definizione che ho dato essenziale.
I Sick Tamburo hanno un dono, con pochi tratti sonori, con poche parole, riescono realmente a trasmettere un messaggio in maniera diretta, chiara e cruda; ce lo dimostrano di nuovo a Estragon Club davanti a una platea estremamente eterogenea, con un pubblico nuovo.
Nelle loro storie sghembe, sofferenti, intime riesco ancora a parlare agli adolescenti che si lanciano in stage diving, e a raggiungere chi adolescente lo è stato anche vent’anni fa. E anche a mascherate ballerine in passamontagna rosa.
SCALETTA CONCERTO A BOLOGNA
Quando Bevo
Forse È L’Amore
Agnese
Ho Perso I Sogni
Mi Gira La Testa
Meno Male
Sei Il Mio Demone
Sorrido
E So Che Sai
Ho Bisogno Di Parlarti
Non C’è Pace
Il Colore Si Perde
La Fine Della Chemio
Silvia Corre Sola
Un Giorno Nuovo
Immagina Se
Fino A Farcela
Mano Sola
Parlami Per Sempre
Sangue E Libertà
Betty Tossica
Andrea
Fiore
Aiuto




















