Robot Festival 16 | Un viaggio onirico tra codice, riti e frequenze

Il Robot Festival, giunto alla sua sedicesima edizione, si è manifestato come un “cammino dei sogni”, un percorso curatoriale che, fedele al manifesto “Dream On”, ha mirato a un “ricongiungimento alla coscienza collettiva”. È in quest’ottica che ha preso avvio la mia maratona personale del festival, iniziata sotto il sole già alto, insieme ai primi membri dello staff che affollavano il DumBO, dove ho partecipato attivamente al programma collaterale “Robot 16 Learn”.

15:00 – Creare musica programmando! con Domenico Cipriani aka Lucretio (IT) @ DumBO Officina


Il workshop di Domenico Cipriani (Lucretio, membro degli Analogue Cops) ha offerto un’immersione nel live coding con Pharo e Coypu. Ha presentato il live coding come pratica collettiva e creativa, accessibile a tutti, discutendo anche il fenomeno dell’Algorave e la comunità TOPLAP. Abbiamo esplorato la logica di Pharo e come Coypu lo trasformi in uno studio musicale digitale per manipolare ritmi e texture sonore in tempo reale. Da programmatore e amante della musica, l’incontro è stato estremamente stimolante, ispirandomi a esplorare ulteriormente la creazione sonora tramite codice, magari vinco un nuovo hobby oltre lo scrivere di musica!

18:30 – Nuove architetture sensoriali tra tecnologie e processo creativo @ DumBO Officina

Successivamente, ci siamo spostati verso l’incontro sulla genesi di uno degli spettacoli più attesi: “Nuove architetture sensoriali tra tecnologie e processo creativo” con C’mon Tigre, Sueo, Lorenzo Caperchi e Andrea Bobo Amadei. Questo panel ha offerto un’opportunità preziosa per esplorare la creazione del progetto LUMINA dei C’mon Tigre, presentato in anteprima al festival, che fonde concerto, performance e installazione sensoriale.

Con l’entusiasmo generato dagli incontri pomeridiani e una particolare curiosità per LUMINA, ho deciso di concentrare la mia attenzione principalmente sullo Spazio Bianco, pur sapendo di sacrificare le prime esibizioni sugli altri palchi.

21:45 – C’mon Tigre presents LUMINA – Immersive Frequencies, a Technological Dancefloor (IT) @ Spazio Bianco

La performance dei C’mon Tigre, attesissima, era descritta come un’esplorazione tra concerto, performance e installazione sensoriale. Combinando strumenti robotici per percussioni etniche, avatar digitali, audio spazializzato a 360° e subwoofer fisici, LUMINA prometteva un’esperienza che andava oltre il semplice ascolto, incarnando l’idea di “trasfigurazione collettiva” del festival. Ai partecipanti sono state fornite cuffie da silent disco, un elemento già usato dalla band ma qui parte di un’esperienza ancora più complessa. Il palco, posto al centro dello Spazio Bianco, ha permesso al pubblico di disporsi tutt’intorno, con schermi LED ai lati e i membri della band sul palco. Per circa un’ora, suono, immagini e video hanno creato una performance immersiva e sensoriale, dove ognuno viveva il proprio concerto pur essendo in uno spazio condiviso, con robot percussionisti, voci ultraterrene e una pulizia sonora maniacale che faceva percepire l’audio provenire da ogni direzione.

Con l’esperienza di LUMINA ancora vivida, la serata prosegue tra le altre location. Muoversi da uno spazio all’altro, cogliendo l’occasione per una birra fresca o per osservare il fluire della folla dall’alto della terrazza, fa parte del fascino intrinseco del nightclubbing, un rito che unisce e dissolve le individualità nel ritmo collettivo.

22:30 – JASSS (SP) @ Temporanea

Silvia Jiménez Alvarez, in arte JASSS, è una produttrice e DJ spagnola. Le sue sonorità spaziano dall’industrial all’experimental, dub, techno, ambient e paesaggi sonori, con uno stile distintivo, eclettico e spesso cross-genre.

23:20 – Rival Consoles (UK) (Dream 10 — Trasfigurazione) @ Binario Centrale

Ryan Lee West, in arte Rival Consoles, è un musicista elettronico britannico. La sua musica è una combinazione di ambient, shoegaze, minimal techno e sonorità cinematografiche, spesso create con sintetizzatori analogici. La sua esibizione si posiziona come “Ultima porta” nel cammino dei sogni, promettendo una “trasfigurazione” che lascia il sogno negli oggetti, negli spazi e nelle relazioni.

00:30 – Nziria (IT) @ Palco Esterno

NZIRIA, progetto sperimentale di Tullia Benedicta, ha reinterpretato il neomelodico con narrazioni queer. Sola sul piccolo palco nello spazio aperto, la sua voce e il suo corpo danzavano all’unisono con questa musica del Sud, trascinando il pubblico in un ballo continuo e ritmico.

00:40 – Ela Minus (CO/US) @ Binario Centrale

Gabriela Jimeno Caldas, nota come Ela Minus, è una cantautrice, polistrumentista e produttrice colombiana e statunitense. La sua musica elettronica e dance pop, influenzata dal jazz improvvisativo e dalla techno, è spesso definita “techno-pop” e creata esclusivamente con sintetizzatori analogici e drum machine, caratterizzata da un “melancholy core” ma con ritmi ballabili.

01:45 – Apparat (DE) @ Binario Centrale

Sascha Ring, meglio conosciuto come Apparat, è un musicista elettronico tedesco. I suoi lavori spaziano da una techno glitchy a un pop sperimentale orchestrato, con elementi ambient e IDM. In questa serata si è presentato in versione DJ, e nonostante non sia un fan accanito dei DJ set dei grandi nomi della musica elettronica, devo ammettere che la sua performance è stata clamorosa, facendo ballare un Binario Centrale pieno all’inverosimile (il Robot era sold out da alcuni giorni).

Con buona pace dell’artista finale (ossia TAYHANA), purtroppo il mio corpo non ha retto 12 ore al DumBO e ho deciso di abbandonare prima del finale del festival, un po’ amareggiato ma comunque felice di aver potuto sognare e ballare un’altra volta grazie ai ragazzi dell’Associazione Shape e al loro Robot Festival.

Al prossimo anno!