di Erica Testi – Foto di @re_bitch
Una delle due voci ammalianti della band partenopea si staglia su una luna in continuo movimento. Inizia il live dei Nu Genea a Sequoie Music park.
Ci rendiamo conto immediatamente che i NuGenea anche stasera ci portano in vacanza: dopo una battuta sul rinvio causa pioggia i giorni di differenza permettono a chi è rimasto a Bologna di viaggiare. Il duo di polistrumentisti partenopei dal 2014 lo sa fare egregiamente.
Il fondale con la luna riporta la copertina dell’ultimo disco “People of the Moon”: in questo lavoro rispetto a “Bar Mediterraneo” varchiamo dei confini.
Non proprio la luna forse, ma sicuramente le contaminazioni sono molteplici e vedono la presenza di dialetti lontani. Non più solo il Mediterraneo, ma l’ambiamo anche le coste brasiliane e l’andalusia con una moltitudine di influenze e dialetti. Se sul palco gli elementi sono nove riescono a unirsi e fondersi per creare di nuovo quell’identità musicale che ha reso Nu Genea irripetibili. Nonostante i cambi di formazione sul palco a Bologna oltre alle due voci e i due polistrumentisti troviamo chitarra, basso, percussioni, sassofono, che creano una miscela veramente incredibile.
IL concerto dura quasi due ore durante le quali sul palco le voci Fabiana e Maria José mantengono un contatto costante col pubblico e ci impediscono di stare ferme anche solo un momento. Ciò che mi stupisce e che mi ha sempre stupito dal primo incontro con i Nu genea e l’immediata capacità di dipingere un paesaggio sonoro che allo stesso tempo ha confini poco definiti; per me ad esempio è una pizzeria con gli specchi marmorizzati su una costa napoletana. Ma tant’è che ognuno ha il suo immaginario e la magia dei Ne Genea è ripetuta anche stasera con “People of the Moon” e tutte le altre canzoni estratte da “Bar Mediterraneo” e “Nuova Napoli” ci permettono di saltare da una cartolina all’altra.
Ne usciamo sudati, felici e forse con i polpacci indolenziti.


















