- Articolo di Fabio Viggiano, foto di Rebecca Ricci
22 Marzo 2026, Estragon Club (Bologna)
Prima di tre date (22, 23 e 25 marzo), tutte sold out.
Con un referendum in corso e un clima rigido che sembra tutto fuorché l’anticipo della primavera, affrontiamo la solita pedalata verso l’Estragon Club. La direzione è chiara: si va da Neffa. Circa un anno fa, l’artista è tornato con Canerandagio, un progetto in due parti che ha segnato il suo ritorno ufficiale alle radici hip hop. Un album che ha convinto fin dal primo ascolto, arricchito dai featuring di numerosi artisti della scena rap italiana, capace di mettere d’accordo i fan della prima ora e la “nuova scuola”.
Il Maestro è tornato. E non per una questione anagrafica – citando Littlefunkyintro, brano d’apertura di Canerandagio – ma per sancire una statura artistica e un talento che, col passare dei decenni, non hanno perso un grammo di lucidità e potenza. Il disco spazia tra una grande varietà di toni e stili, pur mantenendo un’identità granitica.
Di sold out all’Estragon ne ho visti tanti, ma questa sera la densità sembra triplicata. D’altronde Neffa gioca in casa e trent’anni di carriera richiamano un pubblico trasversale per età e background. Il live inizia poco dopo le 21: la band sale sul palco in completo smoking, aprendo la serata con un giro strumentale dalle calde sonorità jazz. Poi entra Neffa ed è subito ovazione. Senza troppi giri di parole, l’artista cala subito gli assi Littlefunkyintro e In linea: in meno di dieci minuti si compie l’arco temporale che unisce l’epocale Neffa e i messaggeri della dopa (1996) al recente Canerandagio.
Il concerto procede spedito esplorando tre decenni di musica: dall’hip hop anni ’90 alla fase electro-pop, senza dimenticare l’anima napoletana. Per accontentare tutti, la scaletta si trasforma in un vero caleidoscopio musicale, dove i medley si inseriscono con naturalezza nel cuore dei brani.
Neffa interagisce molto, commentando i pezzi e regalando aneddoti: dal burnout che lo ha colpito (chiedendo ironicamente ai giocatori della Fortitudo presenti in sala se sia mai capitato anche a loro) fino a un inno di speranza come Cambierà. C’è spazio per i ricordi, come quando racconta di Come mai, scritta anni fa per una ragazza di Ozzano che non ricambiava il suo interesse, o i brani del periodo “freak” in Portogallo, come Quando finisce così.
Tecnicamente il live è impeccabile. Lo scratch di DJ Double S è una spalla incredibile, capace di dare corpo ai beat insieme alla band. Bellissimo l’intermezzo strumentale: un funky-blues sempre più veloce in cui la band si lancia in un serrato botta e risposta tra assoli di tastiera, chitarre, batteria e basso.
Neffa scherza con la folla, immaginando che tra il pubblico ci sia qualcuno “trascinato” lì a forza: per loro “vince la sfiga” e propone la hit La mia signorina. Poi rivendica le origini napoletane cercando i conterranei in sala per cantare Picceré, prima di passare al periodo solista post-hip hop con L’incognita, parte di un’escalation di brani raramente eseguiti dal vivo.
Il momento di massima esaltazione arriva con l’ingresso di Kaos One: un applauso a scroscio accoglie i due brani cantati a supporto di Neffa. Segue Molto calmo, che l’artista introduce scherzosamente come “il gusto del gelato da Gianni in via Montegrappa”. I riferimenti a Bologna sono costanti e sentiti, come il ricordo di quando viveva vicino al Pub Number 10.
Le dediche finali sono per gli amanti della sativa con Troppaweeda – impreziosita da un giro di chitarra notevole – e l’immancabile omaggio a Deda sulle note di Aspettando il sole, che segna la fine del set.
Si chiude così un concerto che aspettavo da tempo. Se ne avessi le forze, probabilmente bisserei anche le prossime due date. La speranza è di rivederlo on stage quest’estate, con questa stessa formazione e scaletta: un ritorno alle origini proiettato nel futuro. Un Neffa in forma smagliante per un’ora e 45 minuti di live iconico.
Scaletta:
Intro strumentale
- Littlefunkyintro
- In linea
- Santosubito / Rubik
- Prima di andare via
- Show
- Funk-a-un / Hype (Medley)
- Biancoenero
- Burnout
- Cambierà
- Come mai
- Quando finisce così
- Gran finesse
- Unocomeme
- Cane randagio / Cani sciolti
- Intermezzo strumentale
- La mia signorina
- Piccerè
- L’incognita
- Stare al mondo
- Carcere a vita
- Deidellolimpo
- Il mondo nuovo
- Molto calmo
- Dentro
- Dove sei
- TROPPAweed / La porra
- Lontano dal tuo sole
- Una direzione giusta
- Aspettando il sole
















