Quando la musica risuona dentro: edizione tre per Musica e Spiritualità

Torna per il terzo anno il Festival Musica e spiritualità, dal 6 al 20 luglio nel verbano.

Il festival è nato nel 2023 con il desiderio di far vivere i luoghi scenograficamente straordinari di un’area d’Italia di grandissima suggestione naturalistica, quella del VCO, Verbania, lo sfondo del Lago Maggiore e del suo entroterra.
Con accesso rigorosamente gratuito, Musica e Spiritualità è un ‘boutique festival’ che invita al raccoglimento, dedicato a ‘L’arte dell’incontro’, alla
valorizzazione delle piazze, degli spazi che tornano, grazie agli appuntamenti in programma, a essere luoghi restituiti alla comunità, alla condivisione, allo scambio di emozioni.


Tutti gli artisti invitati hanno accettato la richiesta di immaginare dei piccoli live acustici, ‘site specific’, pensati appositamente per gli ambienti che li ospitano;  spettacoli unici, irripetibili, con versioni mai ascoltate dei brani del loro repertorio.

I live sono sempre preceduti da una conversazione nella quale gli artisti si raccontano dialogando con il giornalista e saggista Pierfrancesco Pacoda, portando al Festival la loro visione della spiritualità. Abbiamo raggiunto Pierfrancesco per farci raccontare questa terza edizione.

 

Musica e spiritualità è giunta alla terza edizione. È un evento molto peculiare, come è iniziato questo percorso?

Si tratta di un appuntamento unico nel panorama italiano ed è nato dalla considerazione che la componente spirituale nella musica è molto presente, a volte in maniera evidente, altre in modo più sotterraneo ed è una delle principali fonti di ispirazione. Parliamo non di spiritualità in senso confessionale, ma come necessità di entrare in relazione con un lato insondabile dell’essere umano, un desidero di non fermarsi ai riti della quotidianità. Ma di fermarsi, invece, per ripensare quali sono le nostre priorità e ritrovare noi stessi. E gli artisti hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta di confronto.

Il concetto centrale di Musica e Spiritualità è l’incontro, o meglio l’arte dell’incontro, inteso non solo come luogo, ma anche come incontro musica-sito. Come vengono create le sessioni musicali?

Le sessioni musicali sono, come si dice nel mondo dell’arte, site specific, pensate insieme agli artisti per inserirsi alla perfezione negli ambienti che le ospitano. Sono sempre in acustico, e chiediamo agli artisti di realizzare delle versioni inedite dei brani del loro repertorio e di conversare, prima del live, per raccontarsi in profondità, parlando di argomenti che non necessariamente hanno a che fare con la loro produzione artistica

Lo scorso anno siete stati ospiti de Il Tempo del Viaggio. Com’è andata e come avete rappresentato il festival?

Esperienza bellissima, Il Tempo dei Viaggio è un ciclo di appuntamenti organizzati da Dove, la rivista di viaggi del Corriere della Sera, nella storica sede di Via Solferino. Noi abbiamo portato Laura Marzadori, bolognese, giovanissima stella della musica classica, primo violino di spalla del Teatro Alla Scala di Milano, che ha raccontato quanto l’incontro con la spiritualità abbia favorito la sua crescita sia come persona che come artista.

Chi troveremo per la parte musicale quest’anno? Come scegliete chi invitare?

Le scelte sono fatte cercando di rappresentare una visione il più ampia possibile della musica italiana. Quest’ anno abbiamo deciso di portare al festival artisti che non necessariamente sono delle celebrità, ma, che hanno, ognuno nel suo linguaggio musicale, un ruolo centrale, una peculiarità. Come Franco Mussida, (6 luglio)  straordinario virtuoso della chitarra, che ha fondato la PFM, il gruppo che ha fatto arrivare negli anni 70 il progressive rock sul palcoscenico internazionale. Il 9 ci sarà Ambrogio Sparagna, fisarmonicista richiestissimo anche nella canzone d’autore, ha registrato un disco con Francesco De Gregori  e attraversa il repertorio popolare italiano, l’11 arriva Federico Dragogna dei Ministri, una delle rock band italiane più originali, in un rara performance acustica, il 18 Maria Mazzotta, cantante salentina che è una star della world music in Europa, di recente Le Monde l’ha intervistata dedicandole una pagina. La sua versione di Bella ci Dormi è stata scelta dalla campionessa olimpica di ginnastica ritmica Sofia Raffaelli per accompagnare la sua prova.
Chiudiamo, come lo scorso anno, in un luogo di grande forza emotiva, il Tempio Buddhista di Albagnano, immerso in un bosco, con un talento giovane della musica classica, Giuseppe Russo Rossi, violista dell’Orchestra del Teatro Alla Scala di Milano. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.


Oltre a musica cosa altro possiamo trovare? E in che modo la proposta è legata al territorio?

La proposta è espressione del territorio, è pensata per esaltare gli spazi di grande suggestione naturalistica e architettonica, che rendono il VCO un ambiente incontaminato, lontano dai flussi del turismo di massa. Nessun appuntamento è in un luogo da ‘spettacolo’ Gli incontri sono sul sagrato di  una chiesa, nel verde dei boschi, in una piccola arena a picco sul lago e nel Tempio Buddhista. E sono davvero una occasione scoprire una Italia poco nota e  preziosa.