LaPrimaEstate Day2: “Italians do it better”

Sotto un sole cocente ci avviamo per primi, a casse ancora chiude all’ingresso della seconda serata della nostra prima La Prima Estate.

Sabato 20 giugno è un sabato italiano, forse un po’ per adolescenti un po’ cresciuti (tipo noi!).

Data l’ora luminosissima e rovente l’afflunenza è ancora bassa, ma già notiamo che rispetto alla prima giornata il parco Bussola Domani è meno affollato.

Arriviamo presto e ci godiamo la vista dalla torre panoramica con il mare da un lato e le montagne dietro il palco, birretta alla mano osserviamo come questo festival sia riuscita a trovare lo spazio perfetto.

Alle 17.40 salgono sul palco i Verída che scaldano il pubblico – non che ce ne sia bisogno considerando la giornata caliente – con la loro energia punk-rock con cui ripropongono cover di classici della musica italiana. Carichi, giovani, eccellenti.

È poi il turno dei Sì!Boom!Voilà! di cui abbiamo già parlato ampiamente. Una “superband” che con un mix di noise-rock e attitudine punk sta riscuotendo enorme successo di pubblico e critica. Ci mostrano saper far musica, ironia non sense e (quasi) le chiappe.

I Casinò Royale, 39 anni di carriera anche per loro, mantengono l’attitudine e la critica sociale che lo ha reso un simbolo della musica italiana sin dal 1987. Ripercorrono i successi che li han resi celebri mescolando brani più vecchi ad altri più recenti.

Alle 21 salgono sul palco i Ministri ed una buona fetta del pubblico si abbandona ad un pogo intenso e senza soste.

La scaletta prende molto dall’ultimo album, Aurora Popolare, ed anche qualche brano dal nuovo Ep Canzoni Ombra. Insieme ai brani nuovi anche i classici che il pubblico canta a gran voce come Tempi Bui, La Pista Anarchica. Incontriamo anche Fede sotto il palco dopo il concerto discutendo di nuove uniformi da concerto per sostituire le caldissimo giacche blu stile Rinascimento. Se la prossima volta suonano in canottiera pensate a noi.

Ed infine, quando il sole è ormai calato lontano nel Tirreno è il turno dei Marlene Kuntz che propongono quasi esclusivamente brani di Il Cile e Catartica. Per buona parte del concerto Cristiano Godano e soci non fanno un secondo di pausa tra un brano è l’altro; l’energia è a mille, sia sopra che sotto il palco. Solo un problema tecnico al basso costringe la band a una breve pausa in cui Cristiano ringrazia tutte le maestranze che rendono possibili i concerti che tanto amiamo.

A mezzanotte in punto, dopo un’ora e mezza di concerto compreso un bis la band saluta e ringrazia il pubblico che lentamente si dirige all’uscita. Impolverati, contenti, divertiti.

Siamo solo secondo giorno di festival, domenica 21 sul palco. I The Wombats, The Libertines e Richard Ashcroft. E siamo solo a metà, ci sono i presupposti perché questo festival entri nella storia.