Venerdì 19 giugno, primo giorno de La Prima Estate, il FESTIVAL dell’estate 2026
Per poter fare un resoconto oggettivo del primo giorno di La Prima Estate farò finta per qualche minuto che jack White non sia una sorta di divinità del rock scesa in terra per salvarci.
L’organizzazione del festival è impeccabile: ingressi rapidi con controlli veloci e nessuna coda per entrare.
Il parco Bussoladomani che ospita il festival è enorme e gli spazi sono ben organizzati. L’area food & drink si trova all’estremo opposto rispetto al palco in modo da non creare intasamenti a chi vuole godersi anche i concerti d’apertura.
L’opzione “ogni dieci bicchieri vuoti che riporti hai una birra gratis” raccoglie molti consensi unendo l’attenzione per la raccolta rifiuti al risparmio economico.
La birra costa meno che nella maggior parte dei festival, il cibo, come ovunque, è piuttosto caro ma qualche pacchetto di cracker lo potete portare, il che non guasta.
Non esiste il PIT ma solo una divisione tra lato destro e sinistro: nel sinistro si trova il Garden, con bar dedicato e la possibilità di stare più vicino al palco essendoci un numero più limitato di biglietti.
Ma anche nella parte destra denominata “posto in piedi” lo spazio è ampio, la visuale ottima anche dalla distanza – merito anche dei maxischermi – e l’acustica perfetta.
Per questioni di tempo ci siamo persi il concerto di Unadasola che ha aperto le danze, abbiamo però sentito entrando le note dei Jagwari che han già suonato al MiAmi e aperto concerti dei bdrmm. Una band giovane che sa già tenere il palco e mescolare sound tra il rock e l’elettronica in maniera sapiente. Sicuramente da tenere d’orecchio.
Dopo le due band vincitrici del Next Stage contest, sale sul palco Lissy Taylor, artista 25enne inglese che già da un paio d’anni fa sentire la sua voce e la sua chitarra soprattutto negli Stati Uniti.
Piccola parentesi dj set con Ringo e Andrea Rock che fanno saltare il pubblico sulle note di Offspring, Queen e Motorhead, giusto per salutare il pubblico e riscaldare in vista dei due concerti più attesi.
Alle 21.00 mentre il sole cala sul mare illuminando le Alpi Apuane dietro il palco salgono sul palco i The Hives. La logistica italiana non aiuta la band svedese che ad un certo punto dichiara di aver “fregato” gli strumenti a Jack White in attesa che i loro veri strumenti arrivassero a destinazione.
I The Hives infiammano la platea con i pezzi che li hanno resi celebri, anche se a parer mio non abbastanza. Il loro sound è potente, il live è incendiario. Howlin’ Pelle Almqvist è una macchina da palcoscenico, salta sulle casse, urla cose in italiano caricando il pubblico che risponde entusiasta.
Enough is enough? Il concerto dei The Hives vale da solo il prezzo del biglietto ma la serata non si è ancora conclusa.
Alle 22.40 sale sul palco quello che a stento si può definire un essere umano. Il concerto di Jack White è un tuffo nel rock anni ’70, il blues trasportato nel nuovo millennio e trasformato in puro rock. Si tratta del debutto da solista in Italia per il musicista statunitense.
Nei suoi concerti da solista, Jack White è accompagnato da una live band fissa composta da Patrick Keeler alla batteria (from The Raconteurs), Dominic Davis al basso e Bobby Emmet alle tastiere. Una band che definire “di supporto” è assolutamente limitante. In particolare la tastiera di Bobby Emmet crea delle sonorità incredibili che accompagnano quel genio folle di Jack White che senza pausa tra un brano e l’altro e con poche parole incanta il pubblico per un’ora e mezza di energia.
A fine concerti i volti del pubblico, senza parole, sono espressioni di meraviglia mista a incredulità: quello che Jack White riesce a fare con la chitarra ci riporta al meglio del rock ‘n roll mondiale di tutta la storia dell’umanità.
Scaletta concerto jack White
- That’s How I’m Feeling
- Black Math
- The Hardest Button to Button
- Old Scratch Blues
- Love Interruption
- Hotel Yorba
- Broken Boy Soldier
- It’s Rough on Rats (If You’re Asking)
- Derecho Demonico
- Cannon
- Dollar Bill
- That Black Bat Licorice
- Archbishop Harold Holmes
- Fell in Love With a Girl
- Steady, as She Goes
- Lazaretto
- Icky Thump
- Seven Nation Army

