L’amore resistente del Muro del Canto nei ricordi degli inizi

Quattro album, otto anni di carriera. Il Muro del Canto, band capitolina è entrata nel panorama contemporaneo con brani originali, cantanti in un dialetto romani irresistibile, è tornata con L’amore mio non more.

Dodici tracce che raccontano l’amore, ma non solo. Nell’ultimo album della band le tematiche sociali non cambiano, ma rimangono predominanti. Un esempio è il singolo che a luglio ha anticipato l’uscita dell’album: La vita è una, un ricordo dell’infanzia che va tenuto stretto, perchè la vita è una e ciclica, perchè non possiamo prescindere dal tempo. Per attendere i contenuti dell’intero album però abbiamo aspettato il 19 ottobre; un’attesa che dobbiamo ammetterlo, non ci è dispiaciuta.


L’amore mio non more è una raccolta di voce e musica forte, dove Daniele Coccia Paifelman, Alessandro Pieravanti, Ludovico Lamarra, Eric Caldironi, Franco Pietropaoli e Alessandro Marinelli lavorano su diversi generi: il folk americano si avvicina alla canzone romana, si mescola col sound Irish e non trascende dalle colonne sonore western di Ennio Morricone.

E si racconta l’Italia, quella ancora che resiste, che accoglie, che lavora e che è integra, come l’amore e i principi che l’album canta forte. E a cantare si sperimenta: non solo canzoni storicamente in dialetto romano, ma anche due brani in italiano, Stoica e Il tempo perso, oltre ad una bellissima incursione femminile con Senza ‘na stella dove Lavinia Mancusi disegna attraverso una tonalità segnante. 

Non manca insomma la forza de Il Muro del Canto, che oggi come al tempo del featuring con Assalti Frontali, non molla la presa e tiene testa e voce alta.

Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Il Muro del Canto, che si esibirà in questi giorni in un tour che toccherà alcune città: 24/11 MODENA, OFF, 29/11 MILANO, Circolo Ohibò, 30/11 PADOVA, Hall, 01/12 BRESCIA, CSA Magazzino 47, 08/12 IMPERIA, La Talpa e l’Orologio, 02/02/2019 Sulmona (AQ), Soul Kitchen.