La Menta Selvatica di Mila a Bologna

La femminilità è un concetto ampio e sfaccettato, pieno di luce e ombra. Molti artisti lo raccontano e tra queste c’è Mila Trani.

Con il suo concept album “Menta Selvatica” svolge il tema del femminile attraverso otto tracce. Un lavoro intenso, sfaccettato, multilivello. Un crocevia di suoni raccolti da Mila tra Milano e Barcellona, dove vive e lavora e uniti a una lunga passione per la musica iniziata grazie a una mamma illuminata.

Il 18 settembre sarà a Bravo Cafè per presentare il disco, ma noi l’abbiamo già raggiunta.

1) “menta selvatica” sta per essere presentato a Bologna e Milano. Prima di parlare del disco, perché hai scelto queste due città?

Ora le città sono diventate 3! Si è aggiunta anche una data a Torino, al Mossetto, un circolo ricreativo che ha aperto una sezione al jazz, sono curiosa di suonarci.

Milano è la mia città, da due anni vivo a Barcellona e mi sembrava importante tornare per far conoscere il mio lavoro alle persone che mi hanno sempre sostenuta e per di più in un luogo iconico come il Blue Note.

Bologna è una città culturalmente molto viva, c’è un’energia vitale che pulsa forte, ha generato grandi cantautori e il Bravo Caffè ospita sempre musica di qualità.

2) tema cardine delle 8 tracce è la femminilità. Pensi che in questo periodo storico sia importante parlare del femminile? Come lo hai declinato nel tuo disco?

Penso che sia importante offrire un punto di vista femminile nel cantautorato, che si crei uno spazio in questo senso.

La femminilità è un concetto aperto, non può esistere un solo modo di intenderla nella visione contemporanea. Questo è un disco in cui mi racconto ma quello che descrivo è anche la somma delle esperienze delle donne che ho vicino, che ho incontrato, che ho letto.

Nei testi indago un processo di decostruzione. Racconto della donna che soffre per amore ma anche della consapevolezza che si raggiunge quando si attraversa e si elabora il dolore. E poi della libertà che si conquista spogliandosi dalle sovrastrutture, dai retaggi culturali, dal giudizio.

Il mio traguardo è un’autodeterminazione lontana da condizionamenti sociali, scoprire la persona che desidero essere allontanandomi da narrazioni che sono trappole e che faccio/facciamo ancora fatica a non incarnare perché fanno parte di un pensiero troppo radicato. Questo disco mi ha dato la possibilità di soffermarmi su questi temi per me molto importanti.

3) la commistione è un tema cardine della tua carriera: stili, città, temi. Come fai a tenere tutto in equilibrio e amalgamato? C’è qualche cosa che è prevalente?

Penso che prevalga la necessità di esprimermi e tutto il resto segua quest’esigenza. Sono estremamente curiosa e irrequieta e ho imparato a stare in questa dinamica perché mi fa sentire viva. Quello che genero è la sintesi di quello che sono i miei ascolti, i miei studi, i viaggi e cerco di trovare un linguaggio in grado di amalgamare tutto in maniera organica.

4) quando inizia la tua passione per la musica?

Da molto piccola, grazie a una madre illuminata che mi ha insegnato a cantare e a rifugiarmi nell’arte e nella musica in ogni momento. Ho suonato in vari gruppi in adolescenza e intorno ai vent’anni ho capito che era la mia vita. Mi accorgevo di non poter fare a meno di cantare in qualunque contesto mi si presentasse, così ho deciso di studiare jazz e di farne una professione.

5) nel disco c’è anche una cover degli avion Travel. Come mai hai scelto proprio questo pezzo?

Sentimento” è una barca guidata da musicisti alla ricerca di una nuova melodia in un mare di musica già scritta e già ascoltata. Rappresenta il viaggio che ho compiuto per arrivare a chiudere questo lavoro, attraversando suoni e linguaggi di diversi paesi e indagando le emozioni umane. È anche un brano che a mio parere ha una melodia immortale e gli Avion Travel sono un gruppo che apprezzo da sempre per l’originalità del loro linguaggio e del loro percorso artistico.