Kneecap a Bologna – La prima serata del Sequoie Music Park 2026

Dal Primavera Sound Porto al Sequoie Music Park: il trio di Belfast infiamma le Caserme Rosse tra politica, hip hop e pogo

Quest’anno abbiamo deciso di fare le ferie anticipate; qualcuno direbbe quelle intelligenti. In realtà siamo stati in Portogallo per vedere sì le due città principali, ma anche per partecipare all’ultima edizione del Primavera Sound Porto, dove, tra una band e l’altra, abbiamo assistito allo show dei Kneecap.

La performance di qualche sera fa ci ha convinto talmente tanto da decidere di tornare a vedere il trio di Belfast nella loro seconda tappa del tour italiano. Questa sera siamo a Bologna, al Parco delle Caserme Rosse per il Sequoie Music Park, dove la band dà il via all’ormai consolidata rassegna estiva realizzata da Unipol Arena con la direzione artistica di Gualtiero Sabatini.

Quindi, doppietta dei Kneecap e aria carica di adrenalina: lo sciame di persone che invade l’area, il giro dell’oca tra le transenne, i controlli di rito e l’accesso sotto la galleria di tubi metallici che sorregge la balconata (un giorno ci salirò, non so quando, ma voglio farlo!).

Il pit è aumentato di dimensioni e ora occupa gran parte del fronte palco. Se fino allo scorso anno era una scelta evitabile, oggi diventa quasi obbligatoria per chi vuole vedere bene gli artisti. Noi, dal settore normale, arrivando circa un’ora prima, riusciamo comunque a piazzarci in una buona posizione. Lasciamo 15 euro per due birre Heineken e non ci muoviamo più dal posto conquistato, tra spintonamenti e pogo imminente.

Chi sono i Kneecap

I Kneecap sono un trio hardcore hip hop di Belfast formato da Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí. Cantano in inglese e in gaelico irlandese, combinando musica, satira e temi politici dal chiaro posizionamento antifascista, anticapitalista e di rivalsa sociale.

Noti per il sostegno alla lingua irlandese, hanno ottenuto successo internazionale con l’album “Fine Art” del 2024 e “FENIAN” di quest’anno, oltre che con un film autobiografico, una vera chicca da recuperare.

Il tour italiano tocca quattro date: Milano, Bologna, Roma e Bari. Non male come prima volta in Italia per il trio irlandese, sempre affiancato da un artista diverso. Nel nostro caso Kaos One & Egreen: il primo è un pioniere dell’hip hop italiano, mentre Egreen, rapper italo-colombiano classe 1984, è una colonna dell’underground nazionale. Quando si parla di hip hop oltre i nomi più noti, Kaos dal vivo resta una certezza assoluta.

Il live

Veniamo dunque ai Kneecap annunciati per le 21:30. In un primo momento sembra che stiano per partire con una tripletta di brani e uno schermo già acceso, ma è un bluff. Bisogna aspettare altri 10–15 minuti.

Poi sullo schermo compare la scritta: “Take action. Speak up. – Viva Palestina”.

La band è politica, e non lo nasconde. I Kneecap portano sul palco un combat rap che unisce musica e attivismo. Il loro sound mescola hardcore hip hop, drum & bass ed elettronica: una combo perfetta.

Il pubblico è carico. Il tour li ha resi rodati. Parte il continuo “Open up the pit”, con richieste di cori antifascisti in Italia. Ne nasce un momento quasi disordinato ma potente: “Bella ciao” parte in mille versioni diverse, poi si ricompone in un “Siamo tutti antifascisti”.

Momenti del concerto

A un certo punto sale sul palco un rappresentante del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), noto per le battaglie contro il traffico di armi e i conflitti internazionali. Viene annunciato uno sciopero globale a ottobre per bloccare i porti e reagire al genocidio in Palestina.

Prima di lasciare il palco, i Kneecap chiedono al pubblico di unirsi a un coro. Il risultato è una massa compatta che canta insieme ai portuali genovesi. Un momento politico e collettivo molto forte.

Tra gli episodi più memorabili anche l’invasione di palco di un fan, abbracciato da Móglaí Bap prima dell’intervento della sicurezza, e il crowdsurfing di DJ Próvaí.

Conclusione

Un concerto energico, dove musica e politica si intrecciano in modo diretto. I Kneecap portano sul palco un’idea chiara: la musica non è solo intrattenimento, ma anche posizione e voce.

Il presente è questo. E loro lo attraversano a volume alto.