Jorja Smith incanta Bologna, un volo elegante tra soul e ritmo

A cura di Fabio Viggiano - @viggiagram

Un’attesa febbrile, quasi palpabile, ha avvolto i circa 2000 spettatori del Sequoie Music Park. L’orario, inizialmente fissato per le 20:30, è slittato alle 21:45 per far spazio all’opening act di Qendresa. Un piccolo contrattempo che, anziché smorzare gli animi, non ha fatto altro che aumentare il desiderio di assistere al ritorno in Italia di una delle voci più magnetiche e raffinate della scena R&B contemporanea: Jorja Smith. E l’attesa è stata ampiamente ripagata.

Quando Jorja sale sul palco, lo fa con la classe innata che la contraddistingue fin dai suoi esordi. Niente eccessi, solo un’eleganza sobria e una presenza scenica che cattura immediatamente l’attenzione. La partenza è a scoppio ritardato solo nel tempo, non nell’energia: l’artista di Walsall piazza subito due colpi da maestro, “Try Me” e la sua hit seminale “Blue Lights”, mandando in visibilio un pubblico già conquistato. La sua voce, calda e potente, è il faro della serata, un marchio di fabbrica che dal vivo acquista ancora più sfumature e profondità, confermando perché sia stata la prima artista indipendente a vincere un Brits Critics’ Choice Award.

A sostenere la sua performance c’è una band semplicemente monumentale. Non un semplice accompagnamento, ma una vera e propria macchina sonora che spazia tra i generi con una fluidità impressionante. A colpire è soprattutto la sezione ritmica, sorretta da ben due batterie che creano un tappeto percussivo denso e avvolgente, affiancate da chitarra, basso, tastiere e tre coriste eccezionali che arricchiscono l’architettura vocale di ogni brano. È questo l’habitat perfetto per Jorja, che naviga con disinvoltura tra il soul delle origini, le pulsazioni UK garage del suo ultimo album Falling or Flying e le ballad più intime.

La scaletta è un viaggio bilanciato nella sua carriera. Dai classici di Lost & Found come “Where Did I Go?” ai brani più recenti come “GO GO GO”, l’artista dimostra la sua evoluzione, quella crescita da giovane promessa a donna e artista consapevole. Sullo sfondo, le immagini del suo volto che cambiano con gli anni raccontano visivamente questo percorso, un tocco scenografico semplice ma efficace. Il pubblico è in estasi: c’è chi canta ogni parola e chi, più lontano dal palco, si lascia andare a danze solitarie, seguendo l’istinto dettato ora da un beat lento e sensuale, ora da un ritmo più incalzante.

Dopo una breve pausa, Jorja torna per il gran finale. È qui che il concerto decolla definitivamente verso un’atmosfera da club a cielo aperto. Brani come “On My Mind” e “Little Things” trasformano il parco in una pista da ballo, un momento catartico e danzereccio che sigilla una serata perfetta.

Jorja Smith a Bologna non ha semplicemente cantato le sue canzoni; ha offerto un’esperienza immersiva, dimostrando di essere un’artista completa, capace di unire l’intensità lirica di Lauryn Hill e l’eleganza soul di Amy Winehouse con un sound moderno e personale. Se il suo ultimo album si intitola Falling or Flying, ieri sera al Sequoie Music Park non c’è stato alcun dubbio: Jorja Smith sta volando altissimo.

Scaletta:

Try Me
Blue Lights
Addicted
Feelings
Greatest Gift
Broken is the man
Where Did I Go?
falling or flying
GO GO GO
The One
Come Over
With You
The Way I Love You
Crush (with AJ Tracey)
Ladbroke Grove (AJ Tracey cover) (with AJ Tracey)
Teenage Fantasy
Be Honest
On My Mind
Little Things