Sabato 7 novembre riapre il Covo e ad aprire le danze tocca alle Irossa, anzi al Bar delle amiche
Dopo mesi di chiusura, sia per l’estate ma anche per la messa a norma dello spazio, riapre uno dei locali simbolo della musica a Bologna: il Covo.
Il cartellone è già brenso come si dice da queste parti. La prima serata, sold out, vede sul palco le Irossa. Ad aprire le danze e scaldare il pubblico ci pensa un’altra band torinese: il bar delle amiche.
Quattro giovanissime punkrocker in giro da pochissimo ma che hanno già iniziato a farsi spazio nel panorama underground italiano. I temi delle canzoni sono sociali e politici in maniera giustamente rabbiosa: il tema principale è il patriarcato, ma anche l’abuso di potere e tanto altro.
Sul palco, oltre a tanta energia, portano i brani di quello che sarà presto l’album d’esordio “qua nessuna vuole offendere nessuno”, intervallati da qualche cover: Lamante in versione punkock ad esempio, apprezzatissima dal pubblico.
Tocca poi alle Irossa.
Le irossa sono una band di Torino con un sound tra post-punk e art rock, arricchito da fiati e dal botta e risposta tra voce femminile e maschile. Testi frammentari, arrangiamenti che passano dall’onirico al tagliente, un equilibrio tra dolce e dissonante con Torino spesso sullo sfondo.
Esordiscono solamente nel marzo 2024 con “Satura” (autoprodotto), poi arriva “La mia stella aggressiva si nasconde nelle virgole e nei punti”.
Hanno all’attivo oltre 100 live tra Italia, Germania, Francia e Svizzera, e al momento sono al lavoro su nuovo materiale che spoilerano tranquillamente durante il concerto.
Nonostante la fin qui breve carriera, hanno un seguito piuttosto ampio e sono indubbiamente tra i nomi di punta della nuova scena post-punk italiana. Che poi post-punk non rende l’idea.
Immaginate di prendere i Fontaines DC, spruzzarci un po’ di Dalla e di Giovanni Truppi, farcire con Black Country New Road, un po’ di Nu Jazz, shakerare e fare uscire le Irossa.
Le Irossa hanno suonato al Covo in altre due occasioni ma è la prima volta che suonano da headliner e, parole loro “a inizio concerto eravamo molto agitate, parecchio emozionate e un po’ spaventate, ma pian piano ci siam lasciate andare” ci racconta la band.
Una cosa che adoro delle nuove generazioni di musicisti è che le etichette le stracciano e fanno quello che gli pare. Al bando le convenzioni, le scalette fisse, i generi stabiliti, tutto è flessibile e modificabile.
In scaletta, oltre ai brani dei loro album 2 album inseriscono la cover di I Love You dei Fontaines DC e qualche brano del loro prossimo album, attualmente in lavorazione.
La serata prosegue con due Dj set, uno post-punk targato Radio Città Fujiko e uno più itpop, ma la gente rimane a ballare finche ce n’è ed è una riapertura, quella del Covo, che tanti attendevano intensamente.

