Domenica 14 dicembre Giulia Mei sul palco del Locomotiv di Bologna con il nuovo album “io della musica non ci ho capito niente”
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giulia Mei in vista del suo concerto al Locomotiv Club di Bologna. Domenica sera, in uno show ricco di energia, la cantautrice e pianista di origini palermitane ci mostrerà gioie e dolori del suo ultimo disco “Io della musica non ci ho capito niente.” Ad accompagnarla sul palco Vezeve (loopstation, synth), giovane talento del beatboxing e Dario Marchetti (drums, synth).
“Io della musica non ci ho capito niente” afferma Giulia Mei sulla copertina del suo secondo album. Una dichiarazione che, sin dalle prime note, sembra voler smentire, in modo delicato ma deciso, con una scrittura decisamente più matura e pronta ad aprirsi a nuove direzioni. Le sue canzoni non sono più solo storie, ma pretesti per esplorare le complessità dei rapporti umani, dei legami familiari e delle incomprensioni sentimentali, dimostrando che la giovane cantautrice palermitana ha capito benissimo di cosa si tratta: la musica come uno strumento potente di introspezione e comunicazione.
Il secondo album di Giulia, anticipato dal singolo Bandiera — scelto come colonna sonora ufficiale della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne 2023 e diventato virale grazie alla sua esibizione a X Factor 2024, dove ha conquistato la giuria e superato i due milioni di ascolti — è un lavoro audace e poliedrico. Qui, il cantautorato tradizionale, già presente nel suo debutto Diventeremo Adulti (2019), si mescola a nuove contaminazioni elettroniche, dando vita a un sound fresco e in continua evoluzione.
Se l’utilizzo dell’elettronica è una delle novità principali rispetto al suo album d’esordio, la crescita artistica di Giulia si manifesta anche nei brani che si fondano su una struttura più tradizionale. Drammaturgia, con il suo arrangiamento misurato ed elegante, dipinge il profilo di un mentitore seriale, esplorando la psicologia di chi è intrappolato nelle proprie bugie, mentre  picciridda mia, una tenera ninnananna in dialetto palermitano, si rivolge a se stessa con una delicatezza che solo la lingua materna può trasmettere, dimostrando quanto certi concetti siano difficili da tradurre in una lingua “straniera”.
In un’epoca in cui la musica spesso sembra ridotta a un prodotto usa e getta, come la definiva Franco Battiato, album come questo ci ricordano che le canzoni sono ancora la vera essenza dell’arte musicale. Immagine e carisma possono sicuramente giocare il loro ruolo (come il buon Franco amava dire, “spettacoli con fumi, raggi laser e pedane piene di scemi che si muovono”), ma alla fine sono le canzoni a fare la differenza. E Giulia Mei, con la sua penna, sa scrivere canzoni maledettamente belle.
Prossime date del tour:
- 14/12 Bologna – Locomotiv
- 29/12 Palermo – i Candelai
- 16/01 Pistoia – H2No
- 21/02 Cesena – Vidia

