Il debutto di Giulia Mei al Locomotiv Club: Un Live Imperdibile
Il progetto della cantautrice palermitana Giulia Mei approda al Locomotiv Club con un trio inedito, formato dalla stessa Giulia, voce, pianoforte e synth; Vezzeve, giovane talento del beatboxing, alla loop station e synth e Dario Marchetti alla batteria e synth.
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Il live è concepito come un vero e proprio flusso di coscienza: Giulia accompagna il pubblico da una canzone all’altra, modulando stati d’animo diversi, passando dal minimalismo più delicato all’energia più esplosiva, con una narrazione musicale che scorre naturale e avvolgente. La scrittura di Giulia Mei è precisa, attenta e minuziosa, nei testi e nei suoni.
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Dentro Giulia convivono tre anime distinte ma complementari: la cantautrice di ispirazione francese-genovese, la pianista dalla solida formazione classica e la sperimentatrice elettronica. Sul palco questi linguaggi si intrecciano senza forzature, dando forma a un live che dimostra come tecnica e creatività possano coesistere liberamente quando ci si emancipa dalle regole. È la stessa filosofia che attraversa il suo ultimo album, Io della musica non ci ho capito niente. Come racconta durante un’intervista a Radio Città Fujiko, non si tratta di ironia o falsa modestia, ma del desiderio autentico di uscire dalla gabbia delle “ricette perfette”:
«A volte conoscere tutte le regole non ci permette di esplorare davvero. Questo album parla di chi, come me, ha studiato musica per tutta la vita e a un certo punto si è sentita ingabbiata nelle proprie conoscenze, con una grande voglia di ritrovare spontaneità e creatività».
Tra i momenti più intensi del live spiccano i brani in siciliano: Â picciridda mia, tra i pezzi più intimi e rivelatori del suo repertorio, e Mi votu e mi rivotu, in cui affiora con forza l’eredità emotiva di Rosa Balistreri. A questi si affiancano le collaborazioni, da Un tu scuiddari, realizzata con Anna Castiglia, a Cara Allegria, con Mille. Il concerto alterna queste profondità espressive a una potentissima deriva elettronica, fino all’arrivo dell’ospite a sorpresa Cimini, che raggiunge Giulia sul palco per interpretare insieme La legge di Murphy.
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Non ultima la performance di Bandiera: la canzone nasce da un dolore concreto — vivere in un mondo in cui essere donna significa convivere con la paura —ma si apre verso una prospettiva diversa, quasi un auspicio. Giulia lo spiega senza giri di parole: vuole creare ribellione, un cambiamento, una riflessione profonda nelle persone. «È una canzone che nasce dalla rabbia, ma punta alla rinascita».
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Il concerto di Giulia Mei conferma la sua capacità di trasformare ogni esibizione in un momento coinvolgente e autentico, capace di catturare l’attenzione e l’emozione del pubblico dall’inizio alla fine. Un live che dimostra come la sua musica, pur radicata in esperienze e linguaggi diversi, sappia risultare sempre coerente e incisiva.
Articolo: Morena Iacono Foto: Giulia Molinarolo


















