di Gerica - Erica Testi
Sta volgendo al termine l’ultima settimana di Bonsai garden e come ogni cosa che finisce lascia un po’ di malinconia.
Varco il luminoso arco del parco prima del solito per i Fast Animals and Slow Kids. Da tempo la band, che non so se sapete viene da Perugia, non è tra i miei live.
Tornano a Bologna dopo un tour al chiuso, in quello che ormai è il porto per amanti della musica live che sta in città.
I Fast animals and slow kids o FASK (meglio per me e per voi) io li ho amati così tanto che nonostante il cambio che ho percepito negli ultimi dischi non potevo rimanere in rotta a lungo. E così, forse complice questa malinconia di fine stagione, mi preparo al loro live in (quasi) pieno giorno.

Il Bonsai ha il pregio di sapere di casa, uno spazio contenuto e accogliente, dove scorrazzano minuscoli bipedi bambini, alcuni ragazzi stendono teli a terra, si respira rilassatezza e voglia di un bel live. Più o meno quello ci si aspetta dai FASK.
Senza la rilassatezza in senso stretto. Questo live per me è stato importante: la band che viene da Perugia pur avendo ammorbidito i toni nei dischi può vantare una delle maggiori detonazioni musicali nei live che io conosca. Una frase che Aimone ci dice alla fine racchiude la chiave per capire perché i FASK hanno una unicità che non li fà dimenticare:
“La prima volta a Bologna abbiamo suonato davanti a dieci persone, sette ci hanno odiato, ma le altre tre ne hanno portate cinque, la volta dopo. Di questa sera voglio che arrivi un messaggio, di una band che ci mette l’energia e la forza, che ci prova, che va veloce”.
E loro sono così: che suonino davanti a dieci o mille persone (quelle che c’erano davvero, peraltro, eravamo più di venti) mantengono il profilo basso, ma carico, sono con noi, per noi e indubbiamente, da noi, pubblico, prendono la carica e ce la ridanno. Non è una frase fatta, con loro, sappiamo che è la realtà: Aimone, Alessandro, Jacopo, Alessio e Daniele ci sono e ci chiedono di esserci o meglio “di starci, rega”. Perchè “c’è un modo composto e un modo da teste di cazzo“, ed è quello forse quello giusto.

Il live a Bonsai si è confermato quello che sapevo di potermi aspettare: carico, denso, sudato, indimenticabile.
E mentre il sole tramonta e la band davanti ad un fondale monogrammato snocciola una scaletta carica (che vi riporto qua sotto), con momenti più introspettivi e pacati e altri puramente detonatori noi ci stiamo e assieme a loro “a 30 anni vorremmo dire cosa pensiamo”: che la musica è bella quando è condivisa, così!
SCALETTA FAST ANIMALS AND SLOW KIDS A BOLOGNA BONSAI
sei ore
vita sperduta
cinema
come un animale
una vita normale
torna
lago ad alta quota
canzoni tristi
annabelle
come reagire
forse non è la felicità
animali notturni
festa
cosa ci direbbe
non potrei mai



























