Due decadi in avanti: Express festival 2026

Express Festival lo conoscevamo già vent’anni fa. Cioè non proprio noi, ma quest’anno la rassegna di Locomotiv Club compie 20 anni.
Con l’obiettivo di perseguire la ricerca e la qualità artistica internazionale si affaccia a Bologna nel 2007 in concomitanza con l’apertura del Locomotiv Club (che vi abbiamo raccontato in Meet The Locals!).

Nel corso delle passate edizioni Express Festival ha ospitato artisti come James Blake, Caribou, Jamie
Lidell, Sunn O))), 2manydjs, Fontaines D.C., Fatoumata Diawara, Mudhoney e Grandmaster Flash.

Si rispecchia un’identità per noi riconoscibile in quello che fa Locomotiv Club e che si declina in una proposta artistica sempre attenta all’evoluzione dei linguaggi musicali.

Per questo 2026 Express Festival ha confezionato una line up che attraversa diverse geografie e linguaggi musicali, mantenendo uno sguardo aperto e curatoriale. Scopriamolo assieme, che facciamo prima!

16 aprile — The Notwist (sold out) | opening act: A Happy Return
11 maggio — Puma Blue / opening act: Tony Njoku
21 maggio — Califone
28 maggio — Lucrecia Dalt / in collaborazione con Gemini Extra
01 giugno — Sanam
29 giugno — Aldous Harding / opening act: Vera Ellen

Ma se non li conoscete bene vi diamo più info!

I The Notwist sono da sempre un equilibrio instabile tra la voce soffusa di Markus Acher, chitarre distorte e improvvise interferenze elettroniche. Attiva da oltre trent’anni, la band bavarese ha attraversato più traiettorie.
“News from Planet Zombie”, il nuovo lavoro pubblicato da Morr Music, segna un ulteriore passaggio in questa traiettoria: un’identità che continua a muoversi tra umano e macchina, questa volta spostando leggermente il baricentro verso il primo.

11 Maggio 2026 – Puma Blue (ve lo abbiamo raccontato qui)

opening act: Tony Njoku

Con il nuovo album “Croak Dream” Puma Blue apre una riflessione sul tempo e sulla sua fine: cosa cambierebbe se sapessimo quando moriremo. Il disco attraversa trip-hop, dub techno, jungle ed elettronica sperimentale, mantenendo una tensione costante tra materia e atmosfera. Registrato in presa diretta ai Real World Studios insieme al co-produttore Sam Petts-Davies, Croak Dream prende forma da lunghe sessioni di improvvisazione.

21 Maggio 2026 – Califone

Dallo spirito avanguardista dei Red Red Meat all’Americana destrutturata dei Califone, il percorso di Tim Rutili mantiene un filo costante: un legame profondo con le radici, continuamente frammentate e ricomposte
secondo una sensibilità unica. Le sue visioni in chiave folk sono diventate negli anni un riferimento per chi si muove tra tradizione e sperimentazione, in un equilibrio mai risolto ma sempre fertile.
Tra il 2023 e il 2025 i Califone hanno pubblicato due lavori strettamente connessi — Villagers e The Villager’s
Companion (Jealous Butcher) — che confermano uno stato creativo ancora sorprendente.

28 Maggio 2026 – Lucrecia Dalt
in collaborazione con Gemini Extra

Lucrecia Dalt attraversa da anni alcune delle traiettorie più avanzate della musica contemporanea: dagli esordi
nell’elettronica sperimentale fino alla maturità espressiva di A Danger to Ourselves (2025), il suo lavoro più intimo e stratificato. Dopo il riconoscimento internazionale ottenuto con ¡Ay! e le recenti colonne sonore per cinema e televisione, arriva a Bologna con uno spettacolo che unisce precisione compositiva e profondità emotiva, confermandosi come una delle voci più rilevanti della scena elettronica contemporanea.

01 Giugno 2026 – Sanam

I Sanam sono tra i progetti più interessanti emersi negli ultimi anni nell’ambito della musica globale contemporanea, capaci di intrecciare tradizione e sperimentazione in una forma aperta e radicale.
Con il secondo album Sametou Sawtan, la band libanese consolida una traiettoria che unisce tensione politica, ricerca sonora e dimensione collettiva.

29 Giugno 2026 – Aldous Harding

opening act: Vera Ellen

Aldous Harding è una delle voci più magnetiche e imprevedibili della scena contemporanea, capace di
costruire nel tempo un linguaggio musicale e performativo profondamente personale.
Le sue canzoni si muovono in equilibrio tra delicatezza e inquietudine: un folk essenziale e straniante, attraversato da testi enigmatici e melodie sospese. Una scrittura austera, una voce che non concede appigli facili, e una capacità rara di creare uno spazio emotivo che resta anche dopo l’ascolto.

Il festival si tiene nell’ormai amatissimo (non solo da noi) spazio del DLF, pe godere appieno dell’atmosfera che circonda Locomotiv. Noi ve lo consigliamo e ve lo continueremo a raccontare!

Volete più info, ad esempio sui biglietti? Date un occhio a social e sito!