Per chi non li conoscesse, gli Ex-Otago sono quei genovesi che nel 2016 hanno tirato fuori un super album, Marassi, che li ha lanciati dai piccoli club alle radio, definendo l’indie italiano post-2010 fianco a fianco di Calcutta, I Cani e L’Officina della Camomilla.
Ieri sera, al Covo Club, abbiamo festeggiato con loro i 10 anni di quel disco che ha fuso racconti di vita quotidiana e pop alternativo, dando il la a un movimento che ha rivoluzionato la scena musicale italiana.
Ovviamente la data era sold out – e, fun fact, molti nel pubblico si sono ritrovati a distanza di un decennio nel posto in cui avevano ascoltato il lancio del disco. Non è assurdo pensare che non si tratta di una location a caso, ma di quella in cui gli Ex-Otago hanno capito che ce l’avevano davvero fatta? Come ha raccontato la band, infatti, in una piovosa serata del 2016, nel camerino gli è arrivata la notizia di una fila di 300 metri di gente in attesa. Loro, con già diversi album pubblicati, ci restarono di stucco: era il turning point che li ha cambiati per sempre.
Tornando alla serata, il gruppo ha suonato con una chimica pazzesca e ritmica solida, rendendo ogni nota intima e coinvolgente. Il picco assoluto è arrivato alla chiusura con il bis di “Quando sono con te“: la band è scesa dal palco, cantando insieme al pubblico e camminando tra la folla, creando un momento magico e collettivo. Nonostante il passare degli anni, questi ragazzi sono in formissima: ascoltare Marassi integralmente dal vivo resta davvero emozionante, per chiunque sia cresciuto con quelle canzoni.
E il Covo? Sempre una garanzia per scovare talenti prima che diventino mainstream: per me è incredibile pensare che ci abbiano suonato gruppi come i Mumford & Sons, i Franz Ferdinand, The XX, Cigarettes After Sex, Idles, The Libertines e molti altri prima di conquistare il mondo. Gli Ex-Otago? I The Giornalisti ante litteram: cronisti indie della quotidianità, ma in grado di far innamorare anche le not-so-basic-bitches, anche a distanza di 10 anni dal loro album della vita.

