21:32! Pam! Zip! Gulp! Gasp! Sob! Puk! Non sono pazzo! Ecco Caparezza! Boom!
La chioma non mente, lo spettacolo inizia col botto trasportandoci nella galassia multicolore del nostro esploratore spaziale ch e ormai fa 53 anni. Non ha perso il genio, affatto. Mantiene un rapporto col pubblico sincero e ci parla a cuore aperto. Ci parla di Orbit Orbit, della sua passione fin da bambino: il fumetto. Ci regala l’ultimo suo album quasi interamente e mi commuovo su A comic book saved my life:
È il giorno di Exuvia, faccio l’audiometria.La mia speranza brucia come il carro di Elia.Il responso è che sto diventando sordo.Sono a Roma per il “media day” ma vorrei scappare via.
Capa invece non scappa, ci accompagna attraverso una girandola di emozioni in uno spettacolo a 360 gradi. Scenografie uniche extraterrestri, mostri e frutti di un’immaginazione giovanissima, da bambino. Ed è su Vengo dalla luna che torno adolescente quando in casa ascoltavo Verità supposte tra una partita alla Playstation e Lost in tv. Mai banale, Michele, una gigantesca autoironia che soltanto è presente in chi lotta col sorriso dopo aver toccato la sofferenza.
Vado ad un livello successivoDove dare vita a ciò che scrivo
Davvero Capa ci è arrivato, non è stato solo un concerto ma uno spettacolo puro, una sceneggiatura che si dipanava davanti a noi. Mentre gli occhi brillavano, a volte pensavo che jodellavitanonohocapitouncazzo a volte che devo fare ciò che mi fa stare bene. Sul finale un pensiero alla Palestina e a Naji al-Ali, fumettista creatore del personaggio Handala, simbolo di resistenza e speranza.
Ci saluta con Vieni a ballare in Puglia e ci trasmette ancora una volta voglia di splendere.



















