Intervista a Antonio Volpone, direttore di ATER Fondazione, che ci racconta i prossimi eventi di Biglia – Palchi in Pista
1. Biglia – Palchi in Pista sta per inaugurare la primavera ricca di eventi sul territorio emiliano romagnolo. Prima però vorremmo fare un passo indietro. Come nasce questo progetto?
BIGLIA – palchi in pista è il progetto dedicato alla musica dal vivo all’interno del Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione. Attivo da sei anni, nasce per portare sui palchi dell’Emilia-Romagna diverse progettualità musicali originali, ibride e contemporanee. BIGLIA mette in rete luoghi preposti alla musica per valorizzare la scena indipendente e d’autore e supportare le nuove produzioni emergenti.
La rete 2025-2026 è costituita da alcuni tra i principali live club regionali (Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna, Spazio Marte di Cesena) insieme ad alcuni teatri gestiti da ATER Fondazione (Salone Snaporaz di Cattolica, Cinema Teatro Mac Mazzieri di Pavullo Nel Frignano, Cinema Teatro Boiardo di Scandiano, Cinema Teatro Comunale di Bomporto, Auditorium Enzo Ferrari di Maranello) e in collaborazione con enti partner, quali: Teatro Petrella di Longiano e SuperCinema di Santarcangelo.
Un sistema di cooperazione tra soggetti diversi che, attraverso la musica dal vivo rende visibile e tangibile una nuova relazione: sviluppare nuovi modelli di gestione artistica e organizzativa. In questo processo, i live club e i teatri coinvolti sono allo stesso tempo ideatori, promotori e fruitori. Ne nasce un territorio di alleanza, un luogo per sperimentare e ripensare nuove proposte musicali. Le attività si sviluppano inoltre in sinergia con le politiche di sostegno al settore musicale garantite dalla Legge regionale 2/2018 e dalla Music Commission Emilia Romagna.
2. Nella vostra missione leggiamo che c’è l’obiettivo di valorizzare la scena indipendente e d’autore, sostenendo produzioni emergenti e artisti affermati e favorendo nuove pratiche di ascolto condiviso. Quanto è necessario oggi creare questi spazi e quanto è anche difficile?
Oggi creare spazi dedicati alla musica indipendente e d’autore è particolarmente importante: in un panorama dominato da logiche di consumo rapido, diventa essenziale offrire occasioni di ascolto consapevole e condiviso, e di qualità. La difficoltà sta nel creare continuità e identità attorno a questi progetti, costruendo una rete solida sul territorio – come quella sviluppata da ATER Fondazione – che permetta agli artisti di sperimentare e al pubblico di vivere esperienze diverse e coinvolgenti. È in questo equilibrio tra qualità artistica, dialogo e condivisione che la cultura diventa uno spazio vivo, riconoscibile e capace di generare comunità.
3. Qual è stata la sfida più grande affrontata in questi sei anni di attività?
La difficoltà si è presentata fin dall’inizio: il progetto è nato nel periodo immediatamente successivo alla pandemia di COVID-19, un momento complesso per tutto il settore dello spettacolo dal vivo. Ripartire ha significato ricostruire il rapporto con il pubblico, ristabilire abitudini culturali e affrontare incertezze organizzative.
La sfida più grande in questi sei anni è stato soprattutto consolidare una rete realmente condivisa, capace di mettere in dialogo territori, artisti e pubblici diversi mantenendo al centro la qualità della proposta. Non si tratta solo di programmare concerti, ma di creare continuità, fiducia e identità attorno a un progetto culturale riconoscibile.
4. Per questa stagione coinvolgete locali ormai storici assieme a teatri e spazi molto rilevanti. Questa rete sta creando anche maggior fluidità per gli artisti nel potersi muovere in spazi inconsueti? Qual è stata la risposta del pubblico?
Coinvolgere sia i teatri sia i live club è stata una scelta intenzionale, pensata per superare le barriere tra circuiti e pubblici e per costruire un sistema capace di stimolare gli artisti e, al tempo stesso, incuriosire gli spettatori. Quest’anno, inoltre, si aggiungono Spazio Marte di Cesena, l’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello e il SuperCinema di Santarcangelo, ampliando così la collaborazione tra club, teatri e sale cinematografiche e rafforzando la diffusione territoriale del progetto.
Per il pubblico, assistere alle proposte musicali del circuito Biglia ha rappresentato un’esperienza nuova e coinvolgente, spesso lontana dalle consuete abitudini di fruizione. In particolare, le sonorizzazioni e i live set dedicati alla reinterpretazione dal vivo dei grandi capolavori del cinema muto hanno riscosso un entusiasmo significativo: il dialogo tra immagine e suono e la capacità dei musicisti di reinventare in tempo reale storie e atmosfere hanno profondamente affascinato gli spettatori. Si segnala la preziosa collaborazione con il Centro Musica del Comune di Modena. Anche grazie all’inserimento di questi progetti nelle stagioni dei Teatri del Circuito di ATER Fondazione, si sta progressivamente consolidando una comunità che riconosce Biglia un luogo dove immaginare e testare nuove forme di progetti musicali e verificarne l’impatto sul pubblico.
5. E ora pensiamo a cosa vogliamo scoprire. Abbiamo già trasmesso un’intervista per il progetto Metropolis, Chi altro vedremo in questa stagione sui palchi di BIGLIA?
Il capolavoro di Fritz Lang, Metropolis, reinterpretato da Karim Qqru, Roberta Sammarelli, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini, insieme a Il gabinetto del dottor Caligari, sonorizzato da Stefano Pilia e dal Collettivo Soundtracks, sono due titoli a cui tenevamo particolarmente.
Abbiamo scelto di riproporli perché si tratta di sonorizzazioni dal vivo di grande valore, che meritavano di essere nuovamente condivise anche con chi non aveva avuto l’occasione di vederle lo scorso anno a Biglia.
La stagione primaverile di Biglia prosegue con due nuove sonorizzazioni di capolavori del cinema muto. Il 1° aprile all’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello verrà presentato Il pellegrino (The Pilgrim, 1923) di Charlie Chaplin, con l’Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi. Le musiche originali composte da Chaplin sono state ricostruite dal Maestro Timothy Brock e restituite nella loro piena dimensione orchestrale.
Il 17 aprile, al SuperCinema di Santarcangelo, sarà la volta di Vampyr (1932) di Carl Theodor Dreyer, con sonorizzazione dal vivo di Paolo Spaccamonti e Ramon Moro, in una partitura originale che accompagna e amplifica le atmosfere dark horror del film.
In mezzo a questi appuntamenti, l’11 e il 12 aprile, debutta La Collina del Leopardo, un nuovo festival dedicato all’incontro tra musica e arti visive. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Teatro Petrella e Retro Pop Live con due serate di performance tra elettronica, immagini e sperimentazione sonora.Il programma riunisce musicisti e artisti visivi attivi nella scena indipendente contemporanea: Pan Dan, Kodaclips, Michele Bernardi, Amore Audio e Arya, Marta Del Grandi, Eva Bloo, Selvatico Studio, Black Wax e il duo Saul Saguatti/Basmati.
Le due serate esploreranno il dialogo tra suono, immagine e performance dal vivo,ampliando il confronto tra linguaggi artistici e pubblici diversi, un percorso che Biglia persegue costantemente nelle sue traiettorie di programmazione.
Biglia continuerà a errare, deviare e vagare anche nei mesi estivi, sempre immaginando nuove forme per vivere gli spazi attraverso il linguaggio della musica e delle arti performative.

