Baustelle, quasi di un altro pianeta, Galattici

di Gianmarco Ferrari

Bologna, 24 giugno 2025 Sotto il cielo limpido di un’estate che si preannuncia torrida, le Caserme Rosse si sono trasformate in un teatro all’aperto per accogliere uno degli appuntamenti più attesi del Sequoie Music Park: il ritorno dei Baustelle. Il trio toscano, Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini hanno incantato il pubblico con un concerto raffinato e perfettamente in equilibrio tra nostalgia e modernità.

Il live prende avvio puntuale alle 22:10. Sul palco, la band propone una scaletta che spazia tra i classici intramontabili e le tracce più recenti tratte da El Galactico, l’ultimo album accolto con entusiasmo dal pubblico. L’atmosfera è carica, ma misurata: la dimensione intima della musica dei Baustelle si intreccia perfettamente con un pubblico non troppo rumoroso e attento.

Tra i momenti più acclamati della serata, La guerra è finitaCharlie fa surf, e un Andarsene così da brividi. I nuovi brani si innestano con eleganza, offrendo arrangiamenti raffinati e una resa sonora curata fin nel dettaglio. Gran sound, rendeva ancora meglio quando si lasciavano andare ai pezzi più rock. Se devo dire la verità meglio gli strumenti che la voce come resa sonora. Le luci, minimali ma d’impatto, accompagnano la narrazione musicale senza mai sovrastarla. A mio parere il momento più alto è stato Nabucodonosor, pezzo incredibile che evoca un viaggio nell’essere umano e chiama in causa anche I Cani. Ahimè, Contessa non è salito sul palco stavolta.

Il pubblico è trasversale per età e stile, ho visto non pochi bambini che accompagnavano i genitori. La regia sonora è impeccabile: ogni strumento ha il suo spazio, la voce di Bianconi è profonda e vibrante, quella di Bastreghi eterea e tagliente quando serve. La band si presenta in una formazione arricchita, con sezione ritmica potente e un grande gong che troneggia sullo sfondo.

Non mancano i momenti di leggerezza: Bianconi si concede un racconto surreale, su Sergio, il protagonista dell’omonima canzone, mantenendo quel distacco elegante che da sempre caratterizza la poetica del gruppo. Carichissima Rachele che danza e accompagna con alta intensità ogni pezzo. Dopo quasi due ore di musica, il pubblico saluta la band con un lungo applauso. Nessuna concessione all’eccesso, nessun bis forzato: soltanto Charlie fa Surf, fedeli al loro stile. E Bologna li saluta con la consapevolezza di aver assistito ad un grande ritorno.