Dirty Honey e Wolfmother alla Rocca Malatestiana, il miglior futuro del rock anni ’70
La Rocca Malatestiana di Cesena si presta ad ogni tipo di spettacolo ma esalta ancora di più un genere come il classico rock ancora non contaminato e puro come quello di Dirty Honey e Wolfmother.
Il pubblico stesso sembra aver viaggiato un po’ nel tempo. Guardando le maglie di Led Zeppelin, Black Crowes e Black Sabbath si capisce che chi ha apprezzato, e molti anche vissuto, gli anni d’oro del Rock, apprezza molto anche i recentissimi Dirty Honey e gli un po’ meno recenti Wolfmother; e questo non può che essere positivo.
Arriviamo a Cesena quando hanno da poco iniziato a suonare i Dirty Honey, l’ottima organizzazione del festival ci permette di non perdere nemmeno un secondo all’ingresso per fiondarci sotto palco.
La band di Los Angeles, nonostante sia attiva solo dal 2017 ha già dei pezzi che si potrebbero considerare dei classici, come Alive o Rollin 7’s cantati da tutto il pubblico. Marc Labelle, oltre ad un voce potente e penetrante è anche uno showman molto rock. Scende a cantare in mezzo al pubblico, si arrampica sull’impalcatura del palco, parla in italiano caricando la platea e balla senza sosta.
La parte musicale dal canto suo non è da meno, tra ballate mozzafiato e riff della migliore tradizione hard-rock.
Il tempo di rifocillarci agli stand sempre ottimi del festival e prendere un paio di birre ed ecco che sul palco arrivano i Wolfmother.
La storica formazione australiana, dopo cambi di formazione e lunghi silenzi torna a far sentire il suo rock a grande potenza. Andrew Stockdale, cuore-anima-penna della band, di poche parole, saluta il pubblico ringraziando Bologna del grande affetto.
Il pubblico a gran voce gli fa notare che ci troviamo a Cesena e lui improvvisa un brano, completo di riff e tutto, chiamandolo Zesena, chissà che non diventi una prossima hit.
I Wolfmother ci suonano tutti i pezzi che negli anni li hanno resi una band tanto interessante quanto impenetrabile. La potenza, sia musicale che vocale di Stockdale avrebbero potuto portare la band in cima all’Olimpo del rock ma la discontinuità della produzione musicale li ha certamente penalizzati.
Andrew Stockdale ha un modo di suonare e cantare che appare talmente naturale da risultare innaturale, la chitarra non è uno strumento ma una propaggine del suo corpo ed è ipnotico vederlo sul palco.
Il concerto si destreggia tra i brani più famosi della band come Woman, Joker and the thief, Dimension, Mind’s Eye per chiudere con Rock ‘n Roll dei Led Zeppelin cantata a due voci con Marc Labelle.
Un concerto che soddisfa a pieno le aspettative del pubblico, che lascia la Rocca riattraversando il tempo e tornando nel mondo presente.
Scaletta Wolfmother:
- Dimension
- New Moon Rising
- Woman
- White Unicorn
- Apple Tree
- Colossal
- Rock Out
- Pyramid
- Mind’s Eye
- “Zesena”
- Vagabond
- Midnight Train
- California Queen
- Victorius
- The Joker & The Thief
- Rock ‘n Roll (Led Zeppelin cover)

























































