Acieloaperto 2026 “I concerti come spazio di incontro e condivisione”

Acieloaperto 2026 è iniziato ormai da qualche giorno e prosegue fino al 22 agosto, abbiamo intervistato il direttore artistico

Tutte le info e il programma lo trovate invece qui!

  1. XIV edizione di acieloaperto, qual è lo stato di salute del festival?

Arrivare alla quattordicesima edizione non è un traguardo scontato, soprattutto in un periodo in cui organizzare eventi culturali è sempre più complesso. In questi anni siamo cresciuti senza perdere la nostra identità: continuiamo a cercare artisti che ci emozionano, a valorizzare luoghi straordinari del territorio e a costruire un’esperienza che va oltre il semplice concerto. Il pubblico continua a seguirci con grande affetto e questo ci conferma che la direzione è quella giusta.

  1. Siete partiti il 28 giugno e andrete avanti fino al 22 agosto, ci fai un po’ il riassunto delle date?

Siamo partiti il 28 giugno alla Rocca Malatestiana con La Niña, poi ci siamo spostati al Parco di Ponente di Cesenatico per il matinée con Cosmo e siamo tornati alla Rocca con Tyler Ballgame e Nico Arezzo. Adesso ci aspettano I Cani e White Lies a Cesena, poi Mannarino al Parco Fluviale di Santa Sofia e il gran finale a Villa Torlonia con l’appuntamento con i Subsonica. È un’edizione che attraversa tutta l’estate e diversi luoghi della Romagna, ognuno con un’atmosfera diversa, ed è proprio questo uno degli aspetti che rende acieloaperto un festival speciale.

  1. Il tema di questa edizione è “Cuori in fiamme”, cosa significa?

Cuori in Fiamme” nasce dall’idea che la musica abbia ancora la capacità di accendere qualcosa dentro di noi. Viviamo in un momento in cui tutto sembra consumarsi molto velocemente, mentre un concerto continua a essere uno spazio di incontro autentico, dove persone diverse condividono emozioni reali. Quel fuoco rappresenta la curiosità, la passione, il desiderio di stare insieme e di lasciarsi sorprendere. È un’immagine che racconta molto bene lo spirito di acieloaperto.

  1. Ricordiamo i posti suggestivi, oltre alla Rocca Malatestiana e San Mauro Pascoli c’è il bellissimo lungo fiume a Santa Sofia e per la prima volta il Parco di Ponente a Cesenatico con Cosmo il 5 luglio. State occupando tutta la Romagna, qual è il valore di questi luoghi?

Per noi i luoghi non sono semplicemente una scenografia: sono parte integrante del festival. Ogni spazio ha una propria identità e dialoga con la musica in modo diverso. La Rocca Malatestiana, Villa Torlonia, il Parco Fluviale di Santa Sofia e il Parco di Ponente a Cesenatico raccontano una Romagna ricca di storia, natura e cultura. Portare artisti in questi contesti significa anche invitare il pubblico a scoprire il territorio con uno sguardo nuovo. È un modo per creare valore non solo culturale, ma anche turistico e sociale.

  1. Ci sono artisti nazionali ed internazionali di grande livello, come nasce la line-up di acieloaperto?

La line-up è il risultato di un lavoro che dura tutto l’anno. Ascoltiamo moltissima musica, ci confrontiamo ripetutamente fra di noi e cerchiamo di capire quali artisti possano avere senso all’interno del nostro percorso. Non inseguiamo il nome più famoso del momento: ci interessa costruire un programma coerente, che rappresenti il presente della musica e che riesca a mettere insieme grandi artisti, nuove scoperte e progetti capaci di lasciare qualcosa al pubblico.

  1. Ci sono anche tante e tanti artisti ad aprire le varie date, chi sono e come sono stati selezionati?

Da sempre crediamo che il festival debba essere anche un’occasione per dare spazio ai nuovi talenti. Le aperture non sono una scelta casuale o di contorno: sono artisti in cui crediamo davvero e che selezioniamo dopo un lavoro di ascolto e confronto. Molti arrivano dalla scena italiana emergente, altri li scopriamo nei festival europei che frequentiamo durante l’anno. Ci piace immaginare che il pubblico possa arrivare per vedere un grande nome e tornare a casa avendo scoperto anche qualcuno che non conosceva.

  1. Si parla molto, almeno noi, di impatto ambientale dei festival: acieloaperto come si pone e cosa mette in atto in tal senso?

È un tema che consideriamo sempre più importante. Da anni lavoriamo per ridurre l’impatto del festival attraverso la raccolta differenziata, la riduzione della plastica monouso, la collaborazione con i territori che ci ospitano e una gestione sempre più attenta della logistica. Sappiamo che un festival non può essere a impatto zero, ma crediamo che ogni scelta possa fare la differenza. L’obiettivo è migliorare un passo alla volta, coinvolgendo anche il pubblico in questo percorso.

  1. Perché scegliere acieloaperto?

È un’esperienza che unisce musica, luoghi e persone. Cerchiamo di creare un’atmosfera in cui sia possibile ascoltare grandi artisti in contesti unici, vivere il territorio e sentirsi parte di una comunità, anche solo per una sera. Credo che sia questo il motivo per cui tante persone tornano ogni anno: sanno che troveranno qualcosa di autentico, che va oltre il palco.