Nerissima Serpe – La tana dei serpenti @ Locomotiv Club

A cura di Fabio Viggiano @viggiagram

Partiamo dal presupposto che l’hip hop è per me una scoperta relativamente recente. Lo ripeto spesso e ci tengo a ribadirlo: solo negli ultimi quattro o cinque anni ho avuto modo di esplorarlo a dovere. A dirla tutta, nonostante lo scetticismo di chi è legato al suono originale e alle basi di quell’ondata americana ormai cinquantenne, trovo nella scena attuale diversi nomi decisamente interessanti, checché ne dicano i puristi.

Tra gli artisti entrati di recente nella mia playlist c’è sicuramente Nerissima Serpe. L’ho scoperto grazie a un featuring con un artista più noto, che mi ha incuriosito a tal punto da voler entrare nel suo mondo. Non si è trattato solo di trovare qualche brano orecchiabile, ma di divorare interi album durante le sessioni di allenamento: anche se i temi trattati sono lontanissimi dai miei, tra una serie e l’altra brani come “Macarena” danno una carica pazzesca.

Ed eccoci quindi al Locomotiv Club, tra le mura rosse di quella che è ormai per me una seconda casa. Arriviamo con un leggero ritardo a causa di un vero e proprio diluvio, trovando un locale pieno da impazzire: età media molto bassa, qualche genitore nelle retrovie.

Guardando meglio mi accorgo con piacere che c’è una band ad accompagnarlo: subito un punto a favore per Nerissima. Tra l’altro avevo visto che si stava allenando per questo tour cantando sul tapis roulant a ritmo sempre più serrato per allenare il fiato; in effetti, il flow e le rime scorrono perfetti sul palco, sostenuti dalle schitarrate della band.

Lo show è strutturato in modo dinamico, alternando la band completa a momenti solisti, interventi del DJ (come per “Mario e Luigi”) e brani arricchiti dalla presenza di quattro ballerine.

La presa sul pubblico è fortissima: se Nerissima chiede di saltare, la sala risponde all’istante, come su “Tip Tap” o “Wop Wop” (con Papa V).

Se da un lato la componente strumentale ed energetica non manca mai, dall’altro resta faticoso godersi un concerto immersi in una coltre di smartphone: un mare di schermi che riprendono altri schermi che, a loro volta, inquadrano Nerissima Serpe sul palco.

C’è però una riflessione inevitabile nel guardare questo pubblico giovanissimo. Ogni generazione ha avuto la sua musica “scandalosa”, bollata dai più adulti come troppo *inserire termine scandaoloso*. È un cortocircuito interessante notare come oggi molti nostri coetanei rischino di trovarsi esattamente nello stesso ruolo dei propri genitori di un tempo, guardando con diffidenza e scetticismo ragazzi giovanissimi che esprimono sul palco la propria urgenza espressiva.