Disco della settimana: Winter dies in June “Penelope, Sebastian”

Penelope, Sebastian è il secondo album della band emiliana Winter dies in June. Un concept album dai suoni molto britannici, nella sua accezione migliore, un post-rock contaminato da shoegaze e dream pop.

Dopo quattro anni di distanza dal disco d’esordio, “The Soft Century“, tornano gli Winter Dies in June, con un album autoprodotto uscito il 13 aprile.

La band parmense ha preso le sue influenze musicali oltreoceano e oltremanica srotolandole tutte in questo concept album di 8 tracce. Ritmi brit pop, chitarre che riverberano e synth che si fanno avanti con tratti ispirati a musicalità alla David Bowie come in Sands, un cantato melodico, tutto in inglese, che si fonde in un’unica amalgama con la musica. L’album mantiene in tutta la sua interezza dei tratti malinconici a tratti più marcati, da sonorità più simili ai National come in Space a influenze di Nick Cave come nel brano Boy.

L’album è la storia, o meglio il racconto, del legame che unisce Penelope e Sebastian, ma anche il legame tra loro e le persone e i luoghi (Londra, San Francisco e New York) in cui si snodano le loro vite e in cui ognuno si racconta all’altro. Le canzoni tracciano a ritroso la loro storia; il singolo che apre il disco, Aeroplanes, è la canzone del loro addio, della fine. E così andando indietro nel tempo ma avanzando nelle tracce si arriva fino al momento del loro primo incontro con Different, un brano malinconico che cresce piano piano, come crescono le passioni.

E forse poi, alla fine del giorno, questo disco rispecchia davvero la natura dei Winter Dies in June: ovvero la convinzione che il racconto pop, il songwriting sia non seppellito ma innalzato dal muro sonoro.”

Gli Winter Dies in June sono: Alain Marenghi, Andrea Ferrari, Filippo Bergonzi, Luca Ori, Nicola Rossi.

Tracklist:

1. Aeroplanes
2. Sands
3. Sebastian
4. Boy
5. Nowhere
6. Space
7. Penelope
8. Different