ToFringe Festival: la triste storia di Fortuna

Nella programmazione del ToFringe Festival ci sono tante storie. Storie allegre, storie vere, spettacoli che raccontano storie inventate. Quella di Fortuna è una storia un po’ vera e un po’ no. Purtroppo. Fino all’ultimo speriamo di arrivare ad una brusca virata che salvi la vicenda. E invece è proprio terribile come, in fondo, ci immaginiamo dall’inizio.

A raccontare le strade e i palazzoni di Caivano sono un attore e un musicista. Alessandro Sesti da voce alla storia della piccola Maria, ma se la luce si spegne un occhio di bue illumina le corde della chitarra di Nicola Papapietro. Le canzoni riescono alle volte a stemperare, ma altre volte a rafforzare la brutalità dei gesti, delle strade, della mentalità caivanese. Nel paesino anonimo, sperso nell’hinterland napoletano vige il pensiero omertoso. Come un velo che si appoggia sulla quotidianità spariscono le uccisioni, le marchette, le minacce. Sino a che non viene toccata la cosa più preziosa. Perchè a Caimano, più che da altre parti, i bambini sono sacri. Si può rovinare tutto, minacciare chiunque, ma i bambini no. E invece qualcosa si incrina, questa legge non scritta ma inviolabile viene infranta nella maniera più mostruosa.

Partendo da una storia di cronaca nera realmente accaduta, Alessandro racconta del mostro Antonio Caputo e della piccola vittima, Maria detta Fortuna. Una prova di capacità emotiva forte da parte dell’attore, che riesce a controllare il suo sdegno  il dolore per la vicenda senza farlo strabordare oltre il necessario. Uno spettacolo grave, ma necessario, perché non si può far finta di niente e voltarsi dall’altra parte davanti a vicende terribili. Un grido che dichiara che c’è chi decide di parlare perché questa mostruosità non venga ignorata. Lo spettacolo, ospitato nello spazio del Caffè della Caduta, sarà inscena fino al 21 maggio alle ore 21.00.