RisorgiMarche: una gita col cuore

Di Nicola Colonna

Torniamo da RisorgiMarche con una sensazione: ne e’ valsa la pena. Nonostante le ore di macchina per arrivare, le camminate sotto il sole, le strade bloccate, gli ingorghi, le stradine di campagna in cui ci siamo persi e dove abbiamo rischiato di rompere ciò che resta del nostro automezzo. Stare a casa, come ci consigliava qualcuno, ve lo possiamo assicurare, non era per niente la stessa cosa.

Ciò che ci portiamo a casa da queste giornate ai due concerti di Max Gazze’ e di Francesco De Gregori, e’ tutto il contrario dello stress. È bellezza, dei paesaggi dell’Appennino marchigiano luoghi dei concerti; è tranquillità, delle persone che lentamente vi si avvicinavano affrontando ore di camminate sotto il sole ad orari improbabili; è anche cura dei luoghi, lasciati puliti dagli stessi spettatori come caldamente consigliato dall’organizzatore Neri Marcorè; è amicizia, affetto, empatia, per luoghi feriti a morte dal terremoto dell’anno passato e che difficilmente, anche tra molto tempo, torneranno ad essere quello che erano. E questa è una ferita che questo Festival ha in parte aiutato a rendere meno dolorosa. Proprio questo infatti era lo scopo, come si legge anche sul sito dell’evento RisorgiMarche: non raccogliere fondi o avere la pretesa di sostituirsi a chi e’ incaricato di ricostruire, ma umilmente portare persone a riconnettersi con un territorio duramente colpito, che non merita anche di essere dimenticato. In questo l’evento è perfettamente riuscito: si parla di una stima che tocca le 20.000 persone per il concerto di Fiorella Mannoia, e addirittura 30.000 per Francesco De Gregori. Ammirevole rendere questi concerti gratuiti; ammirevoli allo stesso modo gli artisti che hanno partecipato con la loro musica e lo hanno fatto gratis, regalando la loro arte come forma di solidarietà. Una riuscita possibile anche grazie agli organizzatori e i volontari della protezione civile, che hanno permesso la riuscita degli eventi. Inevitabili (o forse evitabili?) alcuni piccoli disguidi organizzativi, non attribuibili però all’ottimo e sempre simpatico Neri Marcorè, che per questa iniziativa si è speso in prima persona. I blocchi di parcheggi per un fantomatico rischio incendio dell’ultima ora ci hanno costretto a 4 km di cammino in più sotto ad un sole cocente, oltre ai 3,5 previsti per il concerto di Max Gazze’. L’orario dei concerti, le 16.00, è forse la pecca di questo evento: un pelino presto per il mese di agosto, costringeva a camminate probanti viste le temperature di questi giorni. La motivazione era però chiarita da subito: l’obiettivo era permettere a tutti di rientrare dopo l’evento senza rischi. Non va nascosto poi che, normalmente, si trovava sempre un accesso più vicino al concerto per chi lo preferiva. Anche gli artisti sono stati messi a dura prova dal calore: il simpaticissimo Max Gazze’ ha iniziato il concerto con un piccolo cappello di tela, per passare poi a un immenso cappello di paglia messicano offerto dal pubblico. Come sempre una meravigliosa interazione con il pubblico da parte di un cantautore ormai non più di primo pelo, anzi uno dei più affermati della canzone d’autore italiana, capace di mischiare i grandi classici del suo repertorio; tante le dosi di battute e gag con il pubblico o con Neri Marcorè, elargite con grande generosità. Emozionante il giorno seguente il concerto di Francesco De Gregori, accompagnato dall’Orchestra Filarmonica delle Marche; come detto dal buon Neri, “e’ un ragazzo che si sta facendo strada“, insomma non ha bisogno di presentazioni. Sempre uguale a se stesso, spesso austero ai limiti dell’alterigia verso il suo pubblico e parco di saluti o di qualsiasi parola che non sia il testo delle sue canzoni, è stato in questa occasione insolitamente simpatico, di buon umore, lasciandosi andare perfino a un paio di battute. Indica poi il pubblico presente quando sui versi di Rimmel canta”e farli rimanere buoni amici come noi“. Cose che per chi lo conosce, oltre alla bellezza insolita del luogo del concerto, si rivela un gesto di amicizia. In questi momenti è ancora più chiaro quanto sia valsa la pena di salire fin lassù, partecipando a qualcosa di irripetibile. Che per fortuna, data la grande partecipazione e il successo riscosso dall’evento, si ripeterà anche l’anno prossimo.

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